La dipendenza da smartphone

Tabacco, sostanze stupefacenti, gioco d’azzardo, alcool e simili sono solo alcune delle dipendenze che affliggono la società moderna.

Spesso hanno in comune un unico “Trigger”, la ricerca ossessiva del piacere, sia esso fisico o mentale (Dopamina).

Una di queste dipendenze è sicuramente quella causata dallo smartphone.

Chattare su WhatsApp, scorrere le stories di Instagram, guardare immagini e video su Facebook contribuiscono a provocare piacere e senso di appagamento.

Questo fenomeno ha un nome: Nomofobia.

La dipendenza da smartphone

Che cosa è la Nomofobia?

È un neologismo che deriva dal termine anglosassone “No Mobile Phobia”.

Sta ad indicare l’insieme di sintomi psicologici che sono legati alla paura di rimanere senza smartphone.

Che sia per colpa della batteria scarica, del credito residuo, della mancanza di campo o per aver smarrito lo smartphone, questa paura affligge molti giovani e non tra i Millennials e la Gen. Z.

Pur NON essendo riconosciuta ufficialmente come disturbo nel DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), la Nomofobia si stima colpisca il 58% degli uomini e il 48% delle donne.

Cosa provoca

Non poter avere in mano il proprio smartphone può causare sintomi come ansia, instabilità emotiva, difficoltà di concentrazione e sconforto.

L’attaccamento al cellulare diventa ossessivo, tanto da tenerlo accesso 24h e portarlo sempre con sé.

Come si manifesta

Che sia per controllare le notifiche dei social, che per fare acquisti on-line, che per cercare news o semplicemente per chattare, la persona affetta da Nomofobia passa buona parte del suo tempo davanti al display dello smartphone, anche nelle ore notturne, compromettendo così la qualità del sonno.

Crediamo sia superfluo ricordare quanto sia pericoloso l’utilizzo dello smartphone quando si è alla guida. Come si evince da i dati ISTAT, il 15,4% degli incidenti stradali è causato dalla distrazione.

Distrazione per la quale si è anche meno produttivi in ambito lavorativo.

La Nomofobia influisce anche sulle relazioni personali alterandone la comunicazione che diviene non più verbale ma testuale.

Come si cura

Cosa si può fare per contrastare la Nomofobia?

Sicuramente evitare di utilizzare lo smartphone in alcune ore critiche, come durante i pasti o prima di coricarsi.

Fare pause, magari lasciando il cellulare in un cassetto mentre si fa un’altra attività.

Trovare modi alternativi per tenersi impegnati, come fare sport o praticare una qualsiasi forma d’arte.

Nei casi più gravi, l’affiancamento di un* terapeuta e di una terapia cognitivo-comportamentale (CBT) può aiutare a combattere questa paura.

La Nomofobia è strettamente correlata ad un’altra ansia sociale, la FoMo.

Che cosa si intende per FoMo?

FoMo è un altro neologismo che sta per “Fear of Missing out”, paura di essere tagliati fuori, da eventi o persone piacevoli.

Consiste nella costante ricerca di connessioni digitali tramite lo smartphone o altri dispositivi.

Anche la FoMo, ad oggi, NON è riconosciuta come disturbo nel DSM-5.

La dipendenza da smartphone

Il ruolo dei social network

I Social Network, in tutto ciò, giocano un ruolo fondamentale: essi possono infatti diventare un amplificatore della FoMo se non usati correttamente. Ciò avviene perché chi ne è affett* ha l’urgenza costante di tenersi aggiornato su ciò che succede fra i propri amici o fra le proprie conoscenze. L’interagire costantemente con le notifiche dei social produce dopamina e quindi con la sensazione di piacere.

I sintomi

La sintomatologia principale della FoMo consiste in un controllo compulsivo dello smartphone e quindi delle notifiche dei social network.

Vi è mai capitato di avere la sensazione che vi stia vibrando il telefono in tasca, ma poi andate a vedere e non c’è nulla sul cellulare?

Ecco, questa sensazione è nota come “Sindrome della vibrazione fantasma” e può essere uno dei sintomi della FoMo.

Nei casi più gravi, la FoMo, può arrivare a provocare alti livelli di stress, frustrazione, insonnia e depressione.

Come combatterla

Anche in questo caso, per contrastarla bisogna limitare il tempo di utilizzo dello smartphone. Passare meno tempo su i social aiuta a ridurre la smania di confronto verso le altre persone che può provocare ansia e frustrazione.

Per un approfondimento sulla FoMo si rimanda a questo articolo.

Conclusioni

L’utilizzo di Internet ha sicuramente cambiato le nostre vite: possiamo rimanere in contatto più facilmente con le persone a cui teniamo, cercare una informazione specifica ovunque siamo, acquistare prodotti provenienti da qualsiasi parte del mondo, ma esagerando in tal senso si può incorrere in un distacco eccessivo dalla realtà e da ciò che ci circonda nel qui e ora.

Torniamo a fare ricerche in biblioteca, torniamo a parlare direttamente con le persone, torniamo a acquisti nel negozio sotto casa e non attraverso un asettico display.

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