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Space Diplomacy: quando l’umanità si unisce nello spazio

Tra le priorità delle Nazioni Unite c’è quella di esplorare lo spazio per aiutare a promuovere la pace nel mondo.

Nell’istituzione dello United Nations Office for Outer Space Affairs c’è l’obiettivo di migliorare la comprensione e l’uso della tecnologia spaziale per scopi pacifici e per lo sviluppo delle nazioni, anche per rispondere ai bisogni espressi nelle diverse aree del mondo.

Lo spazio può assolvere a una funzione diplomatica perché favorisce:

  • La promozione di una maggiore cooperazione nella tecnologia spaziale tra i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo, nonché tra i paesi in via di sviluppo;
  • Lo sviluppo di un programma di borse di studio per la formazione approfondita di scienziati, tecnologi e specialisti;
  • L’organizzazione di seminari sulle applicazioni spaziali avanzate e sugli sviluppi di nuovi sistemi per i manager e i leader;
  • La crescita di enti autonomi nella tecnologia spaziale nei paesi in via di sviluppo con la cooperazione di altre agenzie;
  • La diffusione di informazioni su tecnologie e applicazioni nuove e avanzate;
  • La promozione di attività per i giovani, in modo da incoraggiare l’interesse degli studenti;
  • La cooperazione nello sviluppo di programmi educativi nella scienza e nella tecnologia spaziale;
  • L’istituzione di un programma di visite di astronauti e altri scienziati;

The Earthling Project 

Insieme agli obiettivi delle Nazioni Unite e della Agenzie Spaziali che lavorano ogni giorno per migliorare la qualità della vita e dell’uso della tecnologia, esistono iniziative che sfruttano il potenziale della musica per una comunicazione universale.

Un ambizioso progetto che mette in relazione lo spazio e l’umanità è nato recentemente nelle montagne della California settentrionale, dove un gruppo di 42 radiotelescopi punta verso le stelle, alla ricerca di segni di vita.

Il Search for Extraterrestrial Intelligence (SETI) Institute è in ascolto di un segnale qui e altrove da quando è stato fondato nel 1984.

In questo tempo ha scandagliato solo una minuscola frazione di spazio, equivalente a un bicchiere d’acqua in tutti gli oceani del mondo.

Ma Jill Tarter, la sua co-fondatrice, è imperterrita.

Felipe Pérez Santiago, un musicista e compositore messicano e artista presso l’istituto, ha scelto di unire la musica e lo spazio.

Il canto, come la voce umana, è comune a tutte le lingue e nazioni, lui e Tarter hanno ideato The Earthling Project un appello alle persone di tutto il mondo per caricare frammenti di canzoni da fondere in un coro umano collettivo.

The Earthling Project, raccoglierà canzoni da persone di tutto il mondo per elaborare delle composizioni musicali e inviarle nello spazio.

Il SETI Institute collabora con l’Arch Mission Foundation, una no-profit che archivia la conoscenza umana per le generazioni future.

Il progetto raccoglierà 10.000 voci di persone che invieranno canzoni attraverso l’app Earthling Project.

Grazie alla Fondazione Arch, la composizione sarà messa su un disco e inviata sulla luna a bordo del razzo Astrobotics Peregrine.

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