music diplomacy

Music Diplomacy: il suono dell’attivismo sociale

La musica è una lingua universale che abbatte le barriere linguistiche, culturali.

Promuove la collaborazione, la comprensione ed il rispetto reciproco. 

La diplomazia musicale è una forma di diplomazia culturale e riguarda l’apprendimento, l’ascolto e la condivisione e la creazione di legami.

Esistono mezzi, come le espressioni artistiche che instaurano una connessione tra individui, tra popoli: su queste basi poggia la diplomazia culturale, il cui fine ultimo è la promozione della pace.

La diplomazia musicale, come componente della precedente, utilizza la musica per favorire il dialogo ed è nella maggioranza dei casi praticata dagli artisti stessi.

Paolo Petrocelli nel discorso del 2015 pronunciato in occasione di TEDxRoma, “When music speaks, everybody understands”, ci ricorda che le lingue parlate al mondo sono 7.106, ma che esse, nonostante ne esistano alcune più diffuse di altre, non accomunano tutti gli esseri umani.

La musica costituisce invece il linguaggio compreso da ognuno e la musica moderna affonda le sue origini nella cultura africana, che attraverso il funesto evento della schiavitù si è diffusa in tutto il mondo.

La vera forza della musica è quella di aggregare, come nel caso di un’orchestra: essa ha una capacità sociale. 

I valori culturali di una nazione sono fortemente rappresentati, tra gli altri, dalla musica, che ha un enorme potenziale diplomatico, la cui applicazione non ha ancora purtroppo espresso il suo massimo potenziale.

Il legame tra politica e la musica è più stretto di quanto si possa immaginare.

Durante la Guerra Fredda, migliaia di musicisti professionisti e dilettanti degli Stati Uniti si sono esibiti in tutto il mondo in programmi sponsorizzati dal Dipartimento di Stato e da altre agenzie.

La loro missione era quella di migliorare la reputazione della cultura americana, di competere con gli artisti dei paesi comunisti, di stringere legami personali con i cittadini di altri paesi e di creare un’impressione positiva degli Stati Uniti e della loro politica estera.

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    Ecco di seguito alcuni esempi di Music Diplomacy nel mondo:

    Sound Diplomacy

    Nel panorama attuale uno dei progetti più interessanti che si fonda su ideali di inclusione, di equità e di celebrazione delle diversità.

    Sound Diplomacy eroga una serie di servizi che includono la ricerca e l’analisi del valore della musica nelle città, la consulenza nello sviluppo di spazi dedicati alla musica fino all’illustrazione dell’impatto economico che la cultura e la musica possono avere nelle comunità.

    I membri di Sound Diplomacy provengono da molti campi come l’industria musicale, le organizzazioni governative, le associazioni non- profit, gli enti che si occupano di eventi e turismo e il mondo dei media.

    “El Sistema” de Abreu

    Nasce nel 1975 con il nome di “Social Action for Music” e con il tempo questo progetto arriverà a coinvolgere istituzioni politiche nella costruzione di una società ideale.

    Responsabile di aver sottratto centinaia di ragazzi alle favelas venezuelane, José Antonio Abreu, musicista e ministro della cultura, ha impostato un modello didattico su misura per tutti i coloro che provengono da situazioni socio-economiche particolarmente svantaggiate.

    Con il tempo si sono osservati gli effetti del coinvolgimento in questo progetto da parte dei partecipanti: miglioramento delle prestazioni scolastiche e una diminuzione dei tassi di criminalità giovanile.

    Iniziative ispirate al Sistema sono nate in molti paesi del mondo, dalla Scozia con il contributo dello Scotts Arts Council, fino alla Spagna dove sono offerte lezioni gratuite di violino, viola, violoncello e contrabbasso in quartieri particolarmente problematici.

    DJ Khalab & Intersos

    Deciso ad avventurarsi nel deserto della Mauritania grazie all’invito di Intersos, ONG estremamente attiva sul fronte dei movimenti migratori, Raffaele Costantino è entrato in contatto con la cultura musicale con il campo profughi di Mbera.

    Con una spiccata sensibilità nei confronti dei ritmi africani che fonde con suoni innovativi all’interno della sua produzione, DJ Khalab ha portato avanti un vero e proprio progetto di scambio tra le nuove tecnologie e le sonorità pure e ancestrali del popolo Tuareg su un piano musicale e umano.

    West-Eastern Divan Orchestra

    Daniel Barenboim ed Edward Said decidono, nel 1999, di riunire musicisti israeliani, palestinesi e arabi.

    Edward Said nasce a Gerusalemme, cresce tra questa e il Cairo e si forma negli Stati Uniti, nello specifico a Princeton e Cambridge, mentre Daniel Baremboin nasce a Buenos Aires e si trasferisce all’età di dieci anni in Israele.

    Questo progetto ha intrecciato la diplomazia alla musica e ha creato un ponte dove la politica non è arrivata a farlo con la cooperazione e l’interazione tra culture in conflitto e una storia molto travagliata alle spalle.

    L’orchestra si è esibita per la prima volta a Rabat e nel corso degli anni ha girato in molti paesi del mondo.

    EMMA for Peace – Euro Mediterranean Music Academy

    Un’organizzazione non- profit internazionale che ha l’obiettivo di promuovere la pace e la cooperazione in Europa, nella zona del Mediterraneo e nel Medio-Oriente.

    Fondata da Paolo Petrocelli, l’accademia ha sviluppato dei progetti in Oman, Siria e sull’isola di Lampedusa.

    Le attività variano dalla collaborazione tra musicisti, come quella che ha coinvolto l’Orchestra Giovanile di Malta e un gruppo di rifugiati di origine africana, ai concerti, fino alle attività di divulgazione più strettamente connesse alle istituzioni.

    EMMA for Peace ha recentemente lanciato il primo blog community, musicdiplomacy.net,,  dedicato a raccogliere i racconti più emozionanti, le personalità più influenti e i progetti più significativi di Music Diplomacy di stampo internazionale.

    Al Nour Wal Amal Orchestra

    La Al Nour Wal Amal Association è un associazione non-profit fondata nel 1954 da un gruppo di volontarie.

    L’orchestra che ne è derivata è unica nel suo genere, composta da donne non vedenti, proprio per volontà della fondatrice Istiklal Radi, che comprese in tempi a dir poco d’avanguardia che la musica poteva essere uno strumento di comunicazione e integrazione.

    L’Istituto Musicale ha assunto una forma accademica nel 1961 con la collaborazione di Samha El Kholy, presidente dell’Accademia delle Arti d’Egitto, Ministro della Cultura e preside del Conservatorio di Musica del Cairo.

    Playing for Change

    Un movimento nato per ispirare e connettere il mondo attraverso la musica.

    Nasce nel 2002 con l’intento di scoprire e assaporare pienamente la musica delle strade americane, che si è esteso poi a tutti i continenti, con uno studio di registrazione ambulante attraverso cui sono state immortalate le interpretazioni di vari artisti che eseguivano lo stesso brano, con strumenti musicali della propria tradizione e in scenari differenti.

    Alle performance hanno partecipato nel tempo, anche delle guest star, come ad esempio Stephen Marley in Redemption Song

    Con il passare degli anni è venuta a crearsi una vera e propria comunità che ha portato anche  alla nascita di una fondazione non-profit dedicata a raccogliere fondi per la costruzione di scuole d’arte in tutto il mondo.

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