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Le aziende e la lotta alla povertà

Le aziende sono chiamate oggi a schierarsi a favore della tutela ambientale e dell’impegno sociale.

Il profitto non è più il motore unico di un’impresa, insieme a esso si sono sviluppati nuovi obiettivi, umani, culturali e relazionali che rendono gli imprenditori protagonisti nel determinare l’andamento delle sorti della società.

La disuguaglianza economica è qualcosa di inseparabile da una società complessa, poiché in moltissimi casi si verifica una differenza nell’accesso alle risorse economiche, sociali e naturali.

Più che negli altri due casi, l’avvicinamento alle risorse economiche determina il maggiore squilibrio, poiché in un mondo dominato dal denaro, l’accesso ai beni materiali e immateriali, come l’educazione, i servizi sanitari o lo svago dipendono dalle possibilità economiche di un individuo.

La disuguaglianza in sé non è un fenomeno negativo, essa può portare infatti l’individuo a lavorare duro per aumentare le proprie competenze e capacità e contribuire quindi allo sviluppo della società alla quale appartiene.

L’educazione è un fattore che contribuisce alla creazione di disuguaglianza, soprattutto laddove sorge un’elevata richiesta di lavoratori, si crea un grande squilibrio tra coloro che hanno un alto grado di istruzione e possono quindi aspirare a uno stipendio elevato e le persone che non hanno avuto le stesse possibilità di formarsi culturalmente e professionalmente.

Insieme all’istruzione, la disuguaglianza di genere contribuisce a determinare perversi meccanismi di disparità: l’idea che l’uomo e la donna non siano uguali e che il genere influisca sull’esperienza di vita è una convinzione profondamente radicata in molte culture.

Una delle più lampanti testimonianze di questo divario è il differenziale retributivo tra uomo e donna che oscilla tra il 5.5% e il 20%, dovuto al pensiero che la donna debba curarsi del focolare domestico, con l’impossibilità di raggiungere ruoli dirigenziali, tanto facilmente quanto un uomo.

È ormai chiaro che gli effetti della disuguaglianza non riguardano solo il potere d’acquisto, ma influenzano anche l’accesso ai servizi di base come l’assistenza sanitaria, l’istruzione oltre che ovviamente l’acqua e il cibo.

L’insieme di queste condizioni provoca una limitazione dei diritti umani attraverso abusi e impossibilità di accedere alla giustizia.

La disuguaglianza economica è prevalentemente misurata attraverso la distribuzione dell’ammontare di denaro che una persona percepisce e attraverso la distribuzione della ricchezza, cioè l’ammontare di beni di cui una persona dispone.

Secondo la World Bank la povertà sarà ridotta intervenendo su vari campi e livelli della società poiché essa è il risultato di un insieme di fattori che talvolta esulano dal denaro.

Le principali aree di intervento sono:

  • Cambiamento climatico: l’innalzamento delle temperature, la variazione dell’andamento delle precipitazioni, l’aumento del livello delle acque dei mari e degli oceani e in generale i disastri naturali legati al clima, si riflettono sui rischi per l’agricoltura e l’approvvigionamento di cibo e acqua.
  • Sviluppo delle comunità: i programmi di sviluppo delle comunità incoraggiano i villaggi e i piccoli centri urbani a gestire le proprie risorse, con lo sviluppo di veri e propri programmi di investimento nell’edilizia e nelle infrastrutture.
  • Gestione dei rischi associati ai disastri naturali: i disastri naturali rendono i poveri ancora più poveri. Si pensi alle popolazioni che vivono lungo le coste di zone e paesi frequentemente colpiti da tsunami e maremoti; attraverso la ristrutturazione e il rafforzamento delle infrastrutture e degli edifici si potranno evitare drastici peggioramenti nelle condizioni di vita.
  • Istruzione: è il più potente volano di sviluppo della società e uno dei più forti strumenti per ridurre la povertà e aumentare la salute, la parità di genere, la pace e la stabilità. Oltre alla garanzia di un grado basico di istruzione è importante la trasmissione di capacità e competenze spendibili nel mercato del lavoro.
  • Energia: oltre un miliardo di persone vive senza elettricità, fattore che si abbatte con crudeltà sulla capacità di studiare, diventare degli imprenditori, lavorare e connettersi con il resto del mondo.Oltre tre miliardi di persone utilizzano energia proveniente da combustibili fossili per cucinare e riscaldarsi, con serissime conseguenze sulla salute.
  • Fame: sono stati fatti molti progressi, ma non abbastanza per abbattere la fame nel mondo e la quota di persone che non hanno accesso al cibo.
  • Micro-finanza: adeguati servizi di micro-finanza e di finanza agevolata possono aiutare le persone povere a garantirsi prestiti, accantonamenti, servizi di trasferimento di denaro e micro-assicurazione.
  • Sistemi di pagamento: il trasferimento sicuro di denaro agevola l’accesso ai servizi sanitari e la possibilità di frequentare la scuola.
  • Trasporti: l’investimento nei trasporti e nelle infrastrutture può favorire la crescita economica di una comunità e la competitività dei sistemi di produzione, come ad esempio la logistica. Inoltre una buona rete stradale abbatte l’isolamento delle zone rurali e favorisce la mobilità delle persone.
  • Acqua e sanificazione: l’accesso ad acqua pulita e potabile è uno dei requisiti necessari per la riduzione della povertà e comporta interventi molto costosi. Attraverso l’acqua pulita, molte persone smetterebbero di spendere tanto tempo giornaliero per soddisfare il proprio fabbisogno idrico e l’agricoltura potrebbe diventare immediatamente più produttiva anche nelle zone più siccitose.Inoltre moltissimi problemi di salute derivano da malattie causate dal consumo di acqua non sicura microbiologicamente.
  • Nutrizione: anche laddove il fabbisogno di cibo giornaliero per la sopravvivenza è garantito, esistono problemi di malnutrizione e denutrizione, dovuti al consumo di alimenti non sufficientemente nutritivi o di cattiva qualità.

In generale, sono stati fatti molti progressi nella riduzione della povertà nel mondo.

La povertà estrema è l’assenza di risorse sufficienti ad assicurare le necessità basiche per il sostentamento ed è determinata dall’assenza di due o più dei seguenti fabbisogni, in base al rapporto sugli indicatori di fame e povertà delle Nazioni Unite:

  • Cibo: l’indice di massa corporea deve essere sopra a 16
  • Acqua potabile: l’acqua deve provenire da sorgenti sicure e deve essere vicina (a meno di 15 minuti di cammino)
  • Servizi igienici: bagni e latrine devono trovarsi in prossimità delle abitazioni ed essere accessibili.
  • Salute: devono essere assicurati i trattamenti per malattie gravi e gravidanza.
  • Abitazione: le case devono avere un numero inferiore a quattro inquilini per stanza.
  • Educazione: ognuno deve poter accedere alla scuola o almeno imparare a leggere.
  • Informazione: ognuno deve poter accedere a giornali, radio, televisione, computer o telefoni a casa.
  • Accesso ai servizi: per convenzione si intende la garanzia ai servizi sanitari, legali, sociali e finanziari.

La riduzione della povertà passa attraverso un insieme di misure economiche e umanitarie ed è riconosciuta come un imperativo etico, sociale, politico ed economico dei maggiori e benestanti governi del mondo per intervenire sulle radici della povertà.

Una prospettiva sociale di sviluppo si basa sulla promozione di un approccio alla riduzione della povertà incentrato sulle persone, attraverso una loro partecipazione negli aspetti politici, economici, e sociali della vita, soprattutto nel coinvolgimento alla progettazione e all’implementazione delle politiche che danneggiano i più poveri e vulnerabili gruppi all’interno di una società.

Nell’ambito finanziario e imprenditoriale si sta sempre più facendo spazio il concetto di ESG, acronimo che sta per Enviromental, Social and Governance.

Le aziende hanno abbracciato un nuovo punto di vista che si dedica all’attenzione alle emissioni di anidride carbonica, alla preservazione della biodiversità e alla garanzia della sicurezza alimentare.

Socialmente, le imprese si schierano a favore dell’osservazione dei diritti umani e all’eliminazione dello sfruttamento minorile.

A livello gestionale, invece, le imprese responsabili si occupano della qualità degli organi di controllo e dell’equità degli stipendi.

Un fiore all’occhiello delle aziende responsabili sono le fondazioni d’impresa, cioè delle fondazioni promosse da imprese italiane o straniere che supportano il terzo settore, redistribuiscono risorse economiche e sono portatrici di innovazione.

Le politiche di responsabilità sociale sono portate avanti attraverso organizzazioni di diritto privato senza scopo di lucro.

Questo tipo di spinta che hanno compiuto le fondazioni d’impresa ha evidenziato negli anni l’aumento di vantaggio competitivo, rappresentato principalmente da:

  • Reputazione aziendale
  • Rapporti con gli stakeholders
  • Coinvolgimento dei dipendenti
  • Benefici fiscali
  • Gestione diretta delle attività filantropiche

Oggi le fondazioni d’impresa sono numerose e contribuiscono attivamente al benessere delle aree in cui operano.

Le ragioni costitutive delle fondazioni d’impresa risiedono prevalentemente in queste motivazioni:

  • Impegno rivolto al bene comune, come espressione della cultura aziendale
  • Forte motivazione personale dell’imprenditore
  • Opportunità di migliorare la reputazione e le relazioni con la comunità
  • Decisione strategica legata all’attività dell’azienda
  • Conferire continuità e professionalità a servizi storicamente svolti
  • Volontà di facilitare la formazione di partnership con soggetti non profit
  • Celebrazione della memoria di un imprenditore scomparso
  • Estendere all’Italia iniziative filantropiche di multinazionali

Alcune delle fondazioni più importanti attive in Italia e che hanno scelto di sposare cause per il bene comune sono:

  • Fondazione Ferragamo

Un’autorità indiscussa nel mondo della moda italiano e internazionale, il celebre brand ha scelto di avviare numerose campagne per la diffusione della qualità italiana.

La Fondazione Ferragamo ha lo scopo di promuovere e valorizzare l’artigianato e il made in Italy attraverso le iniziative di formazione per i lavoratori del settore della moda e del design.

  • Fondazione Vodafone

La fondazione Vodafone nasce nel 2002 per contribuire a migliorare lo stato della società civile.

La fondazione ha investito 95 milioni di euro e ha partecipato a 442 progetti attraverso l’intervento sui bisogni dei giovani in situazioni di disagio con lo scopo di facilitare l’integrazione sociale e la promozione dell’uso della tecnologia come mezzo per accorciare le distanze tra individui.

  • Fondazione Barilla Center for Food&Nutrition

La Fondazione Barilla è attiva nello studio dei sistemi agroalimentari e attraverso le sue iniziative promuove uno stile di vita sano e sostenibile.

Il contributo alle iniziative pubbliche e alle ricerche scientifiche ha l’obiettivo di valorizzare un approccio multidisciplinare alle questioni ambientali, sanitarie, sociali ed economiche che ruotano attorno al cibo.

  • Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea

Ha sede a Matera ed è nata nel 2003 per valorizzare la creatività contemporanea.

La fondazione si spende nell’allestimento di numerosi eventi artistici e culturali nei luoghi storici e simbolici della città di Matera, sede dei celebri Rioni Sassi, patrimonio dell’Unesco.

  • Fondazione Lars Magnus Ericsson

La Fondazione nasce per volontà di Ericsson in Italia per sostenere il progresso sociale e scientifico delle comunità.

La fondazione ha sviluppato iniziative per facilitare la collaborazione tra Università e mondo del lavoro oltre a istituire numerosi premi e borse di studio per studenti.

  • Fondazione FS Italiane

La fondazione è attiva nella tutela del patrimonio storico e tecnico rappresentato dallo sviluppo della ferrovia come testimonianza di progresso e unità nazionale nel territorio italiano.

Tra gli obiettivi della fondazione c’è quello di alimentare il turismo ferroviario e di ripristinare i viaggi con i treni storici.

  • Fondazione BNL

La fondazione è impegnata in prima linea nel sostegno di iniziative nel settore della solidarietà e dell’accoglienza, con contributi alle fasce più deboli della popolazione, come anziani, emarginati e migranti.

La fondazione BNL inoltre, ha contribuito con l’acquisto diretto di strumenti sanitari e macchinari ad alta tecnologie per ospedali italiani.

  • Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald

Ormai dal 1974 la fondazione ha scelto di assistere le famiglie che affrontano il drammatico evento dell’ospedalizzazione di un figlio, attraverso ospitalità nelle strutture, servizi e pernottamenti.

L’obiettivo primario delle iniziative nasce dalla convinzione che l’assistenza alle famiglie debba diventare un movimento riconosciuto dal sistema sanitario.

  • Fondazione Johnson&Johnson

Ha la sua sede a Cologno Monzese, è nata nel 2000 ed è particolarmente concentrata sui settori della salute, dell’assistenza e della cura per l’infanzia.

La fondazione ha assunto come missione primaria quella di agire con responsabilità etica e sociale nei confronti di pazienti, medici, infermieri, genitori e bambini che usano i loro prodotti.

La filantropia strategica è un approccio sempre più diffuso nell’economia, perché giova a chi riceve e a chi dona.

Ai suoi albori, la filantropia era un flusso asimmetrico di denaro, generato da un mittente verso un destinatario senza troppe responsabilità.

In questo modo invece, le donazioni diventano dei veri e propri investimenti che vanno ben oltre l’idea di raccogliere fondi e perseguono l’obiettivo di generare valore.

Nel mondo sono attive moltissime iniziative per incoraggiare persone abbienti a destinare una parte del loro patrimonio in cause filantropiche.

Un esempio è The Giving Pledge, un’organizzazione nata grazie a Bill Gates e Warren Buffett, per ispirare gli individui più ricchi del mondo a donare per contribuire alla risoluzione di gravi problemi sociali.

Il panorama nazionale e internazionale è costellato da numerosi imprenditori e aziende che hanno scelto di agire prioritariamente per il bene comune e affiancare alla giusta logica del profitto, la volontà di migliorare il mondo e le condizioni di vita delle popolazioni che ancora stentano ad assicurarsi delle dignitose condizioni di vita.

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