Le aziende e l’impegno nella tutela degli animali

Gli standard formali del benessere animale variano da un contesto all’altro, ma sono discussi per lo più da gruppi che si occupano di diritto come legislatori e accademici.

I parametri utilizzati dalla scienza per misurare il benessere animale sono vari e comprendono la longevità, le malattie, il comportamento, la fisiologia e la riproduzione.

Il rispetto per il benessere degli animali si basa sulla convinzione che gli animali non umani siano senzienti e che si debba tenere conto del loro benessere o della loro sofferenza, soprattutto quando sono sotto la cura degli esseri umani.

Questi punti centrali includono anche i trattamenti riservati agli animali destinati alla filiera alimentare oltre che a quelli universalmente riconosciuti come da affezione.

Le visioni e le opinioni che si sono susseguite nel corso dei secoli vedono due posizioni contrapposte, una delle quali sostiene che l’uomo possa beneficiare del mondo animale dal punto di vista funzionale e alimentare e l’altra che si basa sul pensiero secondo cui gli animali non dovrebbero essere considerati come proprietà e qualsiasi uso da parte dell’uomo è inaccettabile.

È ormai noto che la sicurezza alimentare e il benessere degli animali siano profondamente connessi, perché oltre a intervenire sull’eliminazione di disagi e sofferenze inutili, attraverso scelte che perseguano l’etica e la giustizia, un organismo sano è anche sinonimo di funzioni fisiologiche regolari e di una salubrità di tutto ciò che è destinato al consumo alimentare.

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) è l’agenzia dell’Unione Europea (UE) che fornisce consulenza scientifica indipendente e comunica sui rischi esistenti ed emergenti associati alla catena alimentare.

L’EFSA è stata istituita nel febbraio 2002, ha sede a Parma, in Italia e copre tutte le questioni che hanno un impatto diretto o indiretto sulla sicurezza degli alimenti e dei mangimi, tra cui la salute degli animali, la protezione delle piante e la salute e la nutrizione delle piante.

L’agenzia sostiene la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e gli Stati membri dell’UE nell’adozione di decisioni efficaci e tempestive in materia di gestione del rischio, che garantiscano la tutela della salute dei consumatori europei e la sicurezza della catena alimentare umana e animale.

Oltre alla sicurezza in campo alimentare, connessa quindi alle condizioni di vita nell’ambito zootecnico, un grande nodo è rappresentato dall’esistenza travagliata che gli animali si trovano a trascorrere sul pianeta, prevalentemente minacciata dal cambiamento climatico, dall’azione dell’urbanizzazione e dell’antropizzazione generale.

Molte aziende hanno scelto di assumersi l’impegno in maniera più o meno diretta di tutelare il benessere degli animali selvatici e sviluppare progetti che hanno ricevuto consenso e adesione a tutte le latitudini e da parte di tutte le categorie di consumatori.

Alcuni casi di aziende che si sono battute in prima linea nella tutela animale con lo sviluppo di progetti virtuosi:

Kenzo x WWF

Il brand francese sposa con il WWF l’ideale di ispirazione e protezione nei confronti della natura.

Il WWF ha scelto di schierarsi a favore della protezione della tigre attraverso l’obiettivo di abolire il bracconaggio, di creare e proteggere delle aree centrali e interrompere la domanda e l’offerta di questi animali nell’ambito commerciale.

Le tigri sono passate dall’essere 100.000 esemplari del secolo scorso a 3.200 del 2010.

Kenzo ha scelto di schierarsi a favore della tutela di questi animali iconici con una capsule collection, il cui ricavato costituirà una risorsa per proteggere l’habitat delle tigri, collaborare con le comunità locali, affrontare il commercio illecito, fermare il bracconaggio e ridurre al minimo il conflitto tra fauna selvatica e persone.

Cartier & The Lion’s Share Fund

Guidato dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) e da una coalizione di imprese e partner delle Nazioni Unite, l’innovativo fondo mira a raccogliere oltre 100 milioni di dollari all’anno nei prossimi cinque anni per arrestare la perdita di biodiversità e proteggere gli habitat chiedendo ai marchi di contribuire con lo 0,5% dei loro mezzi di comunicazione ogni volta che un animale compare nella loro pubblicità.

Lanciato nel settembre 2018, il Fondo ha aiutato la Niassa National Reserve in Mozambico a eliminare il bracconaggio degli elefanti, migliorando i sistemi radio fondamentali per le forze dell’ordine che proteggono la fauna selvatica. 

Ha anche cofinanziato l’acquisto di terreni per gli oranghi, gli elefanti e le tigri in pericolo di estinzione nel nord di Sumatra, in Indonesia, e sta espandendo il suo lavoro, creando una squadra di guardie forestali tutta al femminile e il primo santuario dei rinoceronti dell’isola.

A febbraio, in seguito ai devastanti incendi boschivi in Australia, The Lion’s Share Fund ha emesso due piccole sovvenzioni a sostegno degli sforzi per curare e riabilitare la fauna selvatica ferita in tutto il New South Wales e per proteggere il Dunnart di Kangaroo Island dall’estinzione.

Save The Duck & LAV

Save The Duck ha scelto di schierarsi accanto a LAV con Save the Animals, per una campagna di raccolta fondi a favore dei diritti degli animali.

Save The Duck è sempre stato in prima linea per l’impegno ambientale, con azioni, che anche in passato hanno avuto l’obiettivo di raccogliere risorse economiche per il pianeta.

LAV, acronimo di Lega Anti Vivisezione, è un’associazione animalista italiana che aderisce alla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, con la finalità di garantire i diritti degli animali non umani e la loro protezione.

Insieme a Save The Duck ha scelto di sviluppare la coscienza di animal-free nei consumatori, con il tentativo di indirizzarli verso scelte di capi di abbigliamento che non prevedano lo sfruttamento o il maltrattamento degli animali.

Lacoste X IUCN

Dal 2018 al 2020 IUCN Save Our Species lavora in collaborazione con l’azienda di abbigliamento Lacoste per trasformare la consapevolezza delle specie minacciate.

In occasione della Giornata Internazionale per la Diversità Biologica nel 2019, Lacoste ha lanciato una nuova linea di polo in edizione limitata con dieci specie minacciate. 

Le dieci specie sono state selezionate dalla Lista Rossa delle Specie Minacciate™ dell’IUCN e comprendono insetti, pesci d’acqua dolce, anfibi, mammiferi e uccelli, evidenziando la diversità della fauna selvatica che necessita di conservazione.

Il numero di capi prodotti per ogni specie corrispondeva al numero stimato di individui rimasti in natura.

Mentre ogni specie si trova ad affrontare una serie di particolari pressioni che portano al rischio di estinzione, gli enti e le organizzazioni hanno bisogno di finanziamenti per contribuire a garantire la loro sopravvivenza a lungo termine.

Ferrero e l’Animal Welfare

Ferrero considera il benessere degli animali un principio importante della sua responsabilità sociale.

Ferrero ha ben presente che il benessere degli animali contribuisce alla qualità e alla sicurezza dei prodotti, nonché alla sostenibilità della filiera nel tempo.

 Nel definire le priorità del suo impegno, Ferrero ha scelto di attuare gradualmente il rispetto delle cinque libertà per la tutela del benessere animale, sviluppandole nel tempo e anticipando le modifiche normative.

La catena di approvvigionamento delle uova è integrata – i fornitori hanno il controllo del ciclo di vita dei loro animali e della composizione del mangime – ed è stato dichiarato l’impegno a procurarsi uova da galline senza gabbia.

Nel corso degli anni, Ferrero ha sviluppato e coltivato relazioni a lungo termine con produttori di latte accuratamente selezionati a livello locale.

Ferrero si approvvigiona di latte direttamente dai suoi partner lattiero-caseari e attraverso la filiera corta e controllata è in grado di creare un sistema di tracciabilità snello, che va oltre la legislazione.

Questi sono solo alcuni esempi di realtà aziendali orientate a un approccio integrato alla sostenibilità ambientale, all’ecologia e al benessere animale.

I consumatori sono sempre più attenti e formati nella materia della nutrizione e del benessere e i grandi danni ambientali a cui si assiste quotidianamente da anni hanno risvegliato una sensibilità che punta a un ritorno a delle abitudini più genuine e responsabili.

L’ossessione verso il risparmio a scapito della qualità ha mostrato dei grandi limiti in termine di salute dell’uomo e del pianeta, con un obbligo da parte delle grandi aziende di assumersi l’onere di indirizzare le proprie politiche verso iniziative che tutelino il benessere dell’ambiente.

Finalmente una visione dell’uomo all’interno di un ecosistema circolare, convivente con le altre specie animali e vegetali, torna a prendere piede, a scapito del posizionamento al vertice di una piramide che non tiene conto dell’importanza dell’interazione tra specie viventi, che garantisce l’equilibrio e la sopravvivenza di tutti gli organismi.

La tutela dell’ambiente e degli animali costituiscono una porzione che richiede provvedimenti tempestivi per assicurare uguaglianza ed equità, insieme al diritto all’istruzione, alla lotta alla povertà e alla garanzia di salute e benessere per ognuno.

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