Green Marketing e Greenwashing, quali sono le differenze?

Il Green Marketing fa parte del più ampio movimento nato per incentivare pratiche commerciali più consapevoli da un punto di vista ambientale e sociale.

I consumatori ormai si aspettano che le aziende dimostrino un impegno concreto a direzionare le loro attività attraverso criteri ambientali, sociali e di governance.

A tal fine, molte aziende rilasciano documenti, report e dichiarazioni di impatto sociale su base continuativa, in cui periodicamente informano sui propri progressi verso gli obiettivi prefissati.

Esempi tipici di miglioramenti legati all’ESG includono:

  • riduzione delle emissioni di carbonio coinvolte nelle operazioni;
  • mantenimento di elevati standard lavorativi;
  • programmi filantropici progettati per sostenere le comunità in cui l’azienda opera.

Il Green Marketing si riferisce specificamente alle iniziative ambientali, ma in un’accezione più ampia e ormai universalmente accettata gli sforzi sono orientati verso politiche sociali e di corporate governance.

Il Greenwashing è una strategia di comunicazione e marketing adottata da aziende o altre organizzazioni, che consiste nel presentare argomenti ecologici per definire un’immagine responsabile agli occhi dei propri clienti e del pubblico in generale.

Il fenomeno del greenwashing si verifica quando la realtà dei fatti non corrisponde, o corrisponde in modo insufficiente, al contenuto dei messaggi condivisi.

Alcuni dei messaggi più fuorvianti trasmessi dalle compagnie riguardano le auto a zero emissioni.

Le case automobilistiche decantano l’elevata compatibilità ambientale di un modello elettrico, ibrido o efficiente in termini di emissioni di gas serra.

A volte però non è segnalata l’origine dell’elettricità che ricarica le batterie e i problemi di riciclaggio delle batterie agli ioni di litio, molto inquinanti.

Anche il green computing o “green IT” è a rischio greenwashing.

Se da un lato infatti, grazie all’informatica e alla tecnologia è possibile risparmiare moltissima carta o consentire lo smart working, con conseguente riduzione di emissioni dovute agli spostamenti, dall’altra parte i dispositivi come cellulari, tablet e computer sono molto costosi dal punto di vista ambientale in termini di materie utilizzate per produrli.

Come difendersi dal greenwashing?

In qualità di consumatore, è necessario fare molta attenzione a:

  • fonti che le aziende presentano sui propri mezzi di comunicazione per validare la veridicità delle proprie azioni;
  • bilanci e report di sostenibilità, resi pubblici e consultabili dal sito web;
  • segnalazione sulle diciture riguardo i metodi di allevamento zootecnico o agricolo, per i prodotti alimentari o cosmetici – allevato a terra, non significa cresciuto all’aperto su un prato!
  • fare attenzione alle certificazioni da parte di enti accreditati e credibili
  • individuare precedenti e pratiche scorrette da parte delle aziende, incorse in sanzioni o in ammonimenti da parte delle autorità preposte alla concorrenza.
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