arte

L’arte al servizio del pianeta

L’arte figurativa è sempre stata un mezzo di denuncia oltre che di espressione e si è sempre concessa il privilegio di trasmettere messaggi universali e di dare voce a coloro che non ne avevano.

I temi della sostenibilità, dell’attivismo e del bene comune sono entrati sempre più prepotentemente nella visione di molte aziende, poiché oggi, per fortuna, è impossibile stare al mondo senza prendere una posizione.

Non manifestare il proprio pensiero sui temi di interesse globale è ormai considerato dai consumatori come un’occasione persa di fare la differenza con il proprio contributo al miglioramento di un sistema economico ormai saturo fondato su meccanismi che non riescono a garantire equità e risorse dignitose per tutti.

A suo modo anche l’arte ha in molte circostanze preso le parti del pianeta, attraverso creatività che in parte denunciano e in parte si pongono come strumento di miglioramento funzionale per l’ambiente.

L’arte può anche configurarsi come un canale educativo e formativo oltre che di puro intrattenimento, sia per le giovani generazioni che per le adulte.

Molti artisti si sono espressi in merito attraverso i propri lavori e hanno determinato un miglioramento e un caso di discussione per l’opinione pubblica.

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    Alessandro Ricci

    Alessandro Ricci è ormai noto per la sua “Smog Art”, da decenni utilizza infatti le polveri depositate negli angoli di Firenze, soprattutto sui monumenti, sulle statue, sulle pareti e sulle finestre e utilizza queste sostanze come inchiostro delle sue opere, che “dipinge” con uno stecchino, che riutilizza per non alimentare l’inquinamento.

    Il risultato ottenuto è stato quello di aver contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica e far chiudere alcune strade al traffico, nella zona del centro storico.

    Le sue opere rappresentano scorci della città, come la celebre raffigurazione di Palazzo Vecchio, realizzata per denunciare la distruzione dell’ecosistema del Parco della Piana, in cui nidificano molti uccelli.

    Banksy

    È uno dei più grandi street artist a livello mondiale, la cui identità è ancora oggi del tutto ignota.

    Le sue opere sono sparse per il mondo, principalmente in Inghilterra.

    Un’opera di Banksy contro l’inquinamento è “I don’t believe in global warming”, una scritta che emerge dall’acqua del Regent’s Canal di Camden Town, un sarcasmo per una duplice denuncia: contro i negazionisti e il cambiamento climatico.

    Banksy ha realizzato anche un murales nel Galles dal titolo “Città d’Acciaio”.

    Si tratta di un graffito in cui è raffigurato un bambino che volge lo sguardo verso il cielo con stupore, cercando di mangiare quelli che apparentemente sembrano fiocchi di neve che cadono dall’alto.

    Dietro l’angolo c’è, però, un cassonetto in fiamme: i fiocchi di neve sono le ceneri dei rifiuti tossici bruciati.

    Iena Cruz (aka Federico Massa)

    Nel quartiere Ostiense di Roma, è presente un murales che raffigura un airone.

    Si tratta di Hunting Pollution, il più grande murales europeo realizzato con pitture eco-sostenibili, prodotte dall’azienda AIRLITE.

    La pittura Airlite, grazie alla luce del sole, elimina gli agenti inquinanti presenti nell’atmosfera e prodotti dai gas di scarico delle auto.

    Dietro il murales, è nascosta una metafora significativa.

    L’airone è oggi una specie in via d’estinzione e nel murales caccia una preda in un mare ormai contaminato, ma è allo stesso tempo l’animale che salverà il pianeta.

    Progetto Sea to Love:

    È un progetto di denuncia contro l’inquinamento dei mari.

    Il progetto è promosso da Ischia Street Art Gallery con la partnership dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno – che da anni si impegna per la tutela e la valorizzazione del mare di Ischia.

    Il progetto #SeatoLove ha come obiettivo denunciare l’inquinamento dei mari e soprattutto l’utilizzo di sostanze che li contaminano.

    Al progetto hanno partecipato diversi artisti:

    • Querty con “Keep your soul”;
    • Haterisk con “Annego in questo mare plastico artificiale. Lasciatemi volare.”;
    • Antonio Perrotta con Poseidon, nonché Poseidone che difende il suo regno contaminato dai rifiuti;
    • Annalisa Grassano con “Are you innocent?”, che raffigura una sirena quasi morente sulla spiaggia;
    • Samuele Vesuvio con “Che tte Pòsseidon e i pisciatori di veleno” chiaro rimando ironico ad un detto romano che denuncia e raffigura Poseidone intento a scagliare la sua lancia verso un diavolo posto di spalle;
    • Larva con “I can’t breathe” ha rappresentato una foca sofferente;
    • Teisa con “Avvelenamento e trasformazione” ha provato a denunciare ciò che succede nella terra dei fuochi;
    • raPoetry e Er Buio che hanno collaborato alla realizzazione dell’opera “Contaminazione”, con cui si domandano come sarà il futuro considerando la moltitudine di rifiuti tossici e radioattivi presenti nel pianeta.

    Antonio Fraddosio

    Le tute e l’acciaio” è un’installazione artistica dell’artista Antonio Fraddosio.

    L’artista barlettano vuole denunciare ciò che sta affliggendo da anni la città di Taranto: l’Ilva.

    Fraddosio sostiene che la sua arte non cerca solo di denunciare il disastro ambientale in sé, ma cerca anche di rendere palese le cause scatenanti.

    L’installazione è stata esposta per circa 6 mesi nella Galleria d’Arte Moderna a Roma e consiste in dieci grandi lamiere contorte e lacerate, che simulano le tute che dovrebbero funzionare da protezione per gli operai dell’Ilva.

    Axe:

    L’artista ha collaborato al progetto Super Walls a Padova, realizzando l’opera “I don’t want your hope”. Questa frase è stata pronunciata da Greta Thunberg in una conferenza tenuta al World Economic Forum.

    Il murales rappresenta una bimba che soffia delle bolle di sapone, nonché i desideri e le speranze delle nuove generazioni riguardo il futuro.

    Progetto Ikea loves eArth:

    Ikea ha messo la sostenibilità ecologica tra le sue priorità e con questo progetto ha cercato di confermare la propria convinzione che progresso tecnologico e ambiente possano realmente convivere.

    L’iniziativa per realizzare i murales antismog vede la collaborazione di Ikea e Arlite.

    Molti street artist sono stati coinvolti per realizzare opere in alcune città.

    L’azienda ha infatti affermato che “Dipingere una superficie di cento metri quadri con Airlite, riduce l’inquinamento dell’aria pari a cento metri quadri ricoperti da alberi ad alto fusto.”

    Coralarium

    Jason de Caires Taylor ha scelto di realizzare un’opera d’arte, parzialmente sommersa nell’oceano delle Maldive, che consiste in un’installazione che accoglierà nel futuro una barriera corallina e un habitat per decine di specie vegetali e animali.

    L’opera si illumina delicatamente di notte, per attirare i pesci.

    Sulla struttura sono presenti statue raffiguranti umani e creature marine sommerse e non.

    Sebastiao Salgado, Genesi

    Il fotografo brasiliano è quello che più di tutti è riuscito forse a mettere la propria arte al servizio del pianeta.

    Attraverso le immagini raccolte in ogni angolo del pianeta infatti, Salgado ha percorso un viaggio lungo tutti i cinque continenti per narrare i capolavori della natura rimasti incontaminati insieme alle loro popolazioni.

    Economista eccellente, in passato il fotografo si era concentrato su una fotografia di stampo sociale, volta soprattutto a denunciare condizioni di sfruttamento dei lavoratori nel mondo.

    Con Genesi, una raccolta di duecento immagini in bianco e nero, l’artista ha scelto di tornare e accompagnare lo spettatore alle origini da cui è scaturita la vita sulla Terra.

    Tutti i danni causati dall’inquinamento e dall’impatto umano sui paesaggi, sulle acque che nella maggioranza dei casi si sono rivelati irreparabili per gli ecosistemi, hanno invece risparmiato alcune aree privilegiate del Pianeta.

    La cultura ha il grande potere di influenzare il pubblico e veicolare un messaggio che si trasformi in azione.

    Insieme a queste opere, sono sempre crescenti le installazioni temporanee che popolano le città, come ad esempio le celebri sculture di balene realizzate con tonnellate di plastica raccolta negli oceani.

    Gli artisti ormai con ogni mezzo che possiedono, effimero o permanente scelgono sempre di più di farsi portatori di ideali inclusivi e rispettosi dell’ambiente.

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