Alternative sostenibili alla plastica

Aghi di pino, bucce di banana e gusci di noce: tre alternative sostenibili alla plastica.

Ricordate Piñatex, il tessuto eco-friendly derivato dalle foglie di ananas e impiegato nell’industria fashion? Non è l’unico esempio di materiali sostenibili che arrivano dalla natura.

Non solo moda. Questi tessuti possono essere impiegati per realizzare diversi oggetti, da quelli di uso quotidiano come gli spazzolini o i pettini fino a mobili e arredamento domestico.

Ecco tre materiali eco-friendly in grado di sostituire la plastica: derivano da aghi di pino, bucce di banana e gusci di noci e uova.

Vasshin Composites: da aghi di pino a prodotti biodegradabili

Vasshin è la start up Indiana che realizza prodotti biodegradabili a partire dagli aghi di pino caduti.

La nascita di questa innovazione si deve a Abhinav Talwar e Bhoomi Thakkar, che crescendo in India hanno osservato quanti incendi boschivi colpivano ogni anno le foreste dell’Himalaya. Questi incendi sono favoriti dall’intensificazione dell’agricoltura e gli aghi di pino giocano un ruolo fondamentale: gli aghi di pino caduti e rimasti sul terreno sono infatti fortemente infiammabili e contribuiscono a propagare il fuoco nella foresta.

Dalla volontà di contribuire a risolvere questo problema nasce Vasshin Composites, una linea di stoviglie e altri prodotti biodegradabili realizzati utilizzando aghi di pino secchi.

I primi prodotti di Vasshin sono state delle tovaglie; in seguito è stata realizzata una linea di stoviglie che include piatti, bicchieri, tazze e contenitori.

Recentemente, lo shop di Vasshin è stato arricchito anche da uno spazzolino “dai poteri speciali”. Questo prodotto è ovviamente biodegradabile, come tutti gli altri prodotti della linea Vasshin Composites, ma ha anche un’altra proprietà speciale: è idrofilo. Questo vuol dire che più viene a contatto con l’acqua e più si degrada, fungendo da promemoria per non sprecare acqua.

Dalla buccia di banana a KUORI

Un’alternativa sostenibile e vegana alla plastica e alla pelle? È KUORI, il materiale realizzato da Sarah Habarth a partire dalla buccia di banana.

La designer con sede in Svizzera ha iniziato ad utilizzare questo materiale per realizzare una montatura per occhiali totalmente plastic-free. In seguito, combinando le bucce di banana con materiale PLA riciclato, ha ottenuto un filamento speciale che può essere impiegato dalle stampanti 3D (questo composto è anche dotato di maggiore stabilità rispetto al classico PLA).

KUORI è un materiale biodegradabile che può sostituire non solo la plastica: è infatti anche una valida alternativa vegana alla pelle, e può essere impiegato nel settore della moda cruelty-free.

Habarth ha infatti realizzato con KUORI anche cinturini per orologi e suole di scarpa. Queste ultime presentano un doppio beneficio: non solo evitano la dispersione di microplastiche nel terreno, ma contribuiscono a nutrire il suolo su cui si cammina.

Shell Homage: gusci di uova e noci diventano materiale biodegradabile

Shell Homage è la start up di Rania Elkalla, una product designer che ha creato un composto totalmente biodegradabile a partire da gusci di uova e noci.

Questa start up con sede a Berlino riceve gusci da ristoranti, fattorie e altre attività locali. I gusci vengono sterilizzati ed essiccati, per poi essere macinati e uniti a biopolimeri di origine vegetale.

Il composto viene mischiato a colorante alimentare per creare combinazioni di colore e fantasie uniche. Con questo materiale si possono realizzare oggetti di uso quotidiano, come pettini per capelli, o diversi pezzi di arredamento, come orologi o lampadari.

L’idea di Rania Elkalla ha ricevuto anche diversi riconoscimenti, come l’European Product Design Award nel 2019 e il premio A’Design Award nel 2017.

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