ONG

Le Organizzazioni non governative: finalità

Negli ultimi anni ti sarà capitato spesso di sentir parlare di Organizzazioni Non Governative (ONG) senza però sapere effettivamente cosa sono e di cosa si occupano nello specifico.

È bene, quindi, chiarire intanto che si parla di ONG in riferimento a tutti quegli enti senza fini di lucro indipendenti sia dagli stati che dalle organizzazioni internazionali.

Generalmente, quando si definisce l’ambito di attività delle ONG si parla di cooperazione allo sviluppo, che non deve però essere inteso solo in senso economico, ma con un significato più ampio che comprende anche la sanità, l’istruzione, e la società.

Chiarito questo punto, che affronteremo meglio in seguito, proviamo a spiegare adesso quali sono le finalità per cui nascono tali organizzazioni.

Gli sforzi profusi dalla maggior parte delle ONG, infatti, sono rivolti a supportare i Paesi in via di sviluppo, attraverso progetti e assistenza in loco, ma anche con campagne di sensibilizzazione o raccolte fondi che richiedono il sostegno da parte dei paesi più sviluppati.

Inoltre, lo scopo di tali organizzazioni è quello di intervenire per la tutela dell’ambiente e del territorio, della difesa i diritti umani, laddove questi non vengano rispettati, della protezione delle minoranze e dello sviluppo e protezione di alcune specifiche categorie di persone.

Cosa sono e quanti tipi ne esistono

Di Organizzazioni non governative si sente parlare praticamente ogni giorno: nei giornali, in tv, tra utenti che esprimono le loro opinioni sui social media. Ma è davvero chiaro a tutti cosa sia una ONG e quante diverse tipologie di enti non governativi esistano?

Partiamo subito da un’informazione che per quanto possa sembrare scontata, in realtà non lo è e, anzi, rappresenta il tratto distintivo di questi specifici enti: tutte le ONG sono indipendenti dallo Stato (carattere privato dell’associazione e non governativo) e la natura delle loro attività è totalmente no profit.

L’ideale che persegue ogni ONG è quello di migliorare le condizioni di vita del luogo in cui opera, il che si traduce nella protezione dell’ambiente, nella lotta alla corruzione e all’abuso di poteri da parte dei governi, nella protezione delle libertà fondamentali e verso i gruppi più vulnerabili.

Il coinvolgimento di masse motivate nelle loro iniziative non strettamente politicizzate fa sì che le ONG rientrino nel circuito della democrazia partecipata.

Come già detto, esistono diverse tipologie di ONG che operano in Italia e nel mondo. Vediamo quali:

  • ONG specializzate in formazione e ricerche relative a temi di cooperazione e sviluppo;
  • ONG di volontariato;
  • ONG impegnate in progetti di cooperazione e di sviluppo, che inviano il proprio personale specializzato sul territorio;
  • ONG che organizzano progetti di cooperazione in situazioni di emergenza, inviando personale specializzato.

In generale, si distinguono le ONG che esercitano la propria attività solo come “gruppo di pressione” da quelle che, invece, svolgono azioni più dirette, come quelle che si occupano del salvataggio dei migranti in mare.

In linea di principio, la gestione delle ONG avviene per opera di volontari, sebbene le più importanti e strutturate annoverino una serie di dipendenti, stipendiati, che lavorano al loro interno: la principale fonte di finanziamento è privata e il loro sostentamento si basa per lo più sulle donazioni di cittadini, enti e fondazioni.

Perché sono fondamentali

C’è chi le critica, accusandole di poca trasparenza, e chi invece non soltanto ne condivide gli intenti, ma le sostiene attivamente: quello relativo alle ONG è sicuramente un tema caldo, molto dibattuto, che spesso ha diviso l’opinione pubblica in modo netto.

Il famoso proverbio che recita “nel bene o nel male, purché se ne parli” dice una grande verità, come del resto è vera ed evidente l’importanza delle ONG a livello nazionale e internazionale.

Ma ti sei mai chiesto il perché? Proviamo a rispondere, elencando alcune delle attività svolte dalle ONG che le rendono enti fondamentali:

  • Per prima cosa, le ONG aiutano i cittadini a dialogare con i governi. I politici, infatti, prendono decisioni importanti che influenzano la vita della società di cui si occupano e, anche se ogni individuo può scrivere al suo rappresentante politico per esprimere la propria opinione, farlo attraverso una ONG è certamente più efficace. Quando molte persone parlano attraverso una voce unica, che le rappresenta, è più facile che vengano ascoltate;
  • In caso di violazione di una legge da parte dei governi, le ONG possono portare questi ultimi davanti a un tribunale. In questo modo, esse combattono l’abuso di potere da parte delle istituzioni e la violazione delle regole costituzionali o internazionali;
  • Attraverso le loro azioni, le ONG contribuiscono alla salvaguardia della democrazia e dell’interesse pubblico, spiegando ai governi le opinioni dei cittadini che rappresentano, come ad esempio le persone disabili o anziane, o quelle che sono contrarie a questioni rilevanti come l’energia nucleare.
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Perché la polemica sui migranti getta fango sulle ONG

Fino a qualche tempo fa, nell’immaginario collettivo, parlare di ONG voleva dire riferirsi alle battaglie ambientali del WWF, a quelle relative ai diritti umani di Amnesty International o alle emergenze sanitarie di Emergency.

Sebbene queste iniziative continuino ad essere tra le più delicate e necessarie del nostro pianeta, nell’ultimo periodo l’attenzione mediatica, politica e dell’opinione pubblica si è spostata su un tema che ha messo le ONG sotto i riflettori di tutto il mondo: la questione del salvataggio dei migranti nel Mediterraneo.

Nel novembre del 2014, con l’inizio dell’operazione Triton voluta da Bruxelles, che di fatto ha sostituito Mare Nostrum, molte ONG hanno deciso di provare ad aiutare in modo concreto i salvataggi in mare dei migranti diretti verso le coste italiane.

Il vuoto creato dal gap tra le politiche dichiarate dei governi europei e la realtà dei fatti ha creato una zona d’ombra in cui si sono insediate e operano le ONG: da un lato, infatti, gli stati e i loro rappresentanti vogliono impedire gli arrivi per acquisire più consensi, ma dall’altro i migranti ci sono e hanno bisogno di aiuto.

Tra le questioni che sono state al centro di questa polemica, di certo vi sono l’accusa alle ONG di agire senza controllo e quella di accordi tra queste, i trafficanti e le cooperative di accoglienza per ottenere vantaggi economici dagli sbarchi.

Il 15 dicembre del 2016 il “Financial Times” rivelò di aver avuto accesso a un rapporto interno di Frontex (Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera) nel quale la stessa agenzia lamentava una “collusione” con i trafficanti di uomini sulle rotte migratorie dalla Libia all’Italia.

In tale rapporto, secondo il giornale, emergeva che:

  • I migranti salvati dalle ONG spesso non sono disponibili a collaborare con gli esperti e, anzi, spesso vengono istruiti a non collaborare;
  • Le ONG operano molto vicino alle acque territoriali libiche e i fari delle loro navi fanno da punto di riferimento per i migranti;
  • Le ONG non vogliono raccogliere le prove necessarie per le indagini contro i trafficanti.

A seguito di tali rivelazioni, Frontex non avallò né smentì quanto dichiarato dal Financial Times, affermando però un dato di fatto: il numero dei salvataggi da parte delle imbarcazioni delle ONG era decisamente aumentato.

Stando, invece, a ciò che riguarda i presunti fondi ricevuti dalle ONG da parte delle cooperative di accoglienza, c’è da dire che esiste un controllo sui flussi di denaro che le cooperative gestiscono. E non è tutto: le cooperative e le ONG che operano in mare sono due realtà che agiscono in ambiti diversi e non hanno una diretta correlazione.

Molti si sono chiesti, e continuano a farlo, perché le navi delle ONG non riportino i richiedenti asilo sulle coste dei loro paesi di origine: i rapporti delle Nazioni Unite e delle stesse ONG hanno ampiamente documentato che i migranti in Libia, ad esempio, sono soggetti a diverse violazioni dei diritti umani, come il traffico di persone, torture, maltrattamenti, lavori forzati e sfruttamento.

Il SAR (Search and Rescue), inoltre, regolamenta le modalità di messa in salvo e disimbarco dei naufraghi una volta individuato il “posto sicuro”. È facilmente deducibile, quindi, sulla base di quanto detto sopra, la ragione per cui le ONG non riportano i migranti nel loro paese, in questo caso la Libia, in quanto non può essere considerato un luogo sicuro.

Le più importanti ONG in Italia e nel mondo

In Italia e nel mondo sono tante le ONG che mettono a disposizione le proprie risorse per migliorare le condizioni di vita dei paesi in cui operano.

Le donazioni di privati cittadini, enti e fondazioni sono la principale fonte di finanziamento per le ONG che, se riconosciute dal Ministero degli Affari Esteri, possono anche accedere ai contributi riservati alle associazioni di cooperanti.

Vediamo, quindi, quali sono le ONG di matrice laica e religiosa più importanti e attive in Italia e nel mondo:

Emergency. Tra le organizzazioni laiche, questa è senza dubbio la più famosa in Italia: fondata dal medico Gino Strada e da sua moglie Teresa Sarti nel 1994, Emergency ha ottenuto lo status di ONG nel 1999.

Originariamente, questa nasce con l’intento di offrire aiuto e cure mediche adeguate alle vittime della guerra e delle mine anti-uomo. I primi progetti furono quelli in Ruanda, in Afghanistan e Iran e, da lì l’associazione è cresciuta sempre di più, ampliando non solo le attività, ma anche le zone di intervento.

Dal 2005 Emergency è operativa anche in Italia e mette a disposizione ambulatori medici e sportelli informativi aperti per chiunque ne abbia bisogno.

Caritas. Dal volontariato di ispirazione cattolica nasce la Caritas, un organismo pastorale della CEI, che con più di 200 centri dislocati in tutta Italia, ogni giorno si impegna nella cura di chi è più svantaggiato e nella diffusione della cultura della carità.

L’assistenza ai bisognosi viene realizzata in diversi modi: centri di accoglienza dove vengono messi a disposizione docce, posti letto e mensa, ma anche sostegno morale e materiale alle famiglie in difficoltà, raccolta di abbigliamento usato in buono stato, progetti di sostegno allo sviluppo e punti di ascolto e di supporto.

Comunità di Sant’Egidio. Organizzazione nata nel mondo cattolico, ma con un’impronta laica, anche la Comunità di Sant’Egidio è impegnata nella lotta all’emarginazione sociale.

I progetti si differenziano in base alle città in cui si trovano le sedi, ma in linea di massima le attività fanno riferimento a: gestione di centri per anziani, di case famiglia per i minori, di ricoveri per i senzatetto e di distribuzione di generi alimentari per chi ne ha bisogno.

Legambiente. Si tratta dell’associazione ambientalista più diffusa in Italia, che ogni giorno, da nord a sud della Penisola, è in prima linea per la difesa del territorio.

Erede dei primi nuclei ecologisti e del movimento antinucleare che si sviluppò in Italia e nel mondo occidentale a partire dalla seconda metà degli anni ’70, Legambiente raccoglie oltre 115.000 tra soci e sostenitori che partecipano a programmi di educazione ambientale e più di 3.000 giovani coinvolti ogni anno nei campi di volontariato.

Intersos. Organizzazione umanitaria italiana in prima linea nelle gravi emergenze che porta assistenza e aiuto immediato alle vittime di guerre, violenze e disastri naturali, con un’attenzione particolare alla protezione delle persone più vulnerabili.

Dal 1992 Intersos offre il proprio soccorso alle popolazioni colpite da crisi umanitarie, fornendo cure mediche, beni di prima necessità e ripari d’emergenza. Il diritto al cibo, all’acqua, alla salute, alla protezione e all’istruzione sono i bisogni primari che, ogni giorno, Intersos contribuisce a soddisfare.

WWF. Il World Wide Fund for Nature è la più grande organizzazione internazionale per la conservazione della natura, nata nel 1961 e presente nel mondo con 222 uffici di programma in 96 paesi.

Sono più di 5.000 le persone che sostengono quotidianamente le sfide del WWF, supportando gli oltre 1.300 progetti che ogni anno mirano a tutelare la biodiversità e creare un mondo dove l’uomo possa vivere in armonia con la natura.

“Siamo tutti collegati” è il principio su cui l’organizzazione fonda da oltre 50 anni la sua attività, perché in fondo tra il mondo degli esseri umani e degli animali c’è poca differenza, e tutti viviamo sullo stesso pianeta.

Amnesty International. Fondata da Peter Benenson nel 1962, Amnesty International è un’organizzazione non governativa internazionale impegnata nella difesa dei diritti umani.

Creare un mondo più giusto, dando voce a chi non ne ha è la missione di questa ONG che ha contribuito a restituire libertà e dignità a oltre 50.000 persone, salvando in media 3 vite al giorno.

Save the Children. Creata nel 1919 a Londra, Save the Children è una delle più grandi Organizzazioni internazionali indipendenti, che opera in 125 paesi con una rete di 28 organizzazioni nazionali e una struttura internazionale.

Attraverso donazioni o adozioni a distanza, Save the Children si schiera al fianco di tutti quei bambini che necessitano di cure per la salute e la nutrizione, che vivono nella povertà, che hanno bisogno di protezione e rischiano, a causa di tutto questo, di non vedere garantire diritti fondamentali come quello all’educazione.

In Italia e nel mondo, uno staff di esperti si prende cura dei più indifesi, offrendo ai bambini un aiuto concreto sul campo.

ActionAid. Un’Organizzazione internazionale indipendente che dal 1972 è impegnata nella lotta alla povertà e alla malnutrizione in oltre 45 paesi.

ActonAid basa il suo lavoro sul rispetto dei diritti umani e agisce insieme con le popolazioni e le comunità più emarginate mediante programmi di sviluppo a lungo termine in Asia, Africa e America Latina per combattere la povertà e l’ingiustizia.

Medici senza frontiere. Fondata a Parigi nel dicembre del 1971, Medici senza frontiere è un’organizzazione internazionale non governativa che ha lo scopo di offrire assistenza medica nelle zone del mondo in cui il diritto alla cura non è garantito.

La gestione degli ospedali, delle cliniche e dei centri nutrizionali, la chirurgia di guerra e routinaria e la lotta alle epidemie sono solo alcune delle attività portate avanti quotidianamente dagli operatori sul campo, che si impegnano a combattere le barriere che limitano l’accesso alle cure per le persone più povere e vulnerabili.

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Come aiutare le ONG

Abbiamo chiarito già che le ONG, proprio per la loro natura, sono completamente indipendenti dagli Stati, quindi anche per ciò che riguarda le questioni economiche.

Ogni Organizzazione spende le proprie risorse per realizzare le missioni statutarie attraverso dei progetti concreti. Una parte dei fondi, poi, viene impiegata nel funzionamento della struttura operativa e nelle attività di comunicazione e raccolta fondi.

Ma come è possibile aiutare le organizzazioni non governative?

La maggior parte delle ONG opera grazie a una combinazione di finanziamenti privati e pubblici: per quanto riguarda i privati, questi sono generalmente cittadini che scelgono di contribuire perché sposano la causa, altre organizzazioni, filantropi e aziende; per quanto riguarda i finanziamenti pubblici, si fa riferimento a contributi messi a disposizione per la realizzazione di specifici progetti, da parte dell’Unione Europea, dei Ministeri, delle agenzie delle Nazioni Unite, degli enti locali e così via.

Esistono, poi, alcune organizzazioni che, per scelta, non utilizzano alcun tipo di finanziamento pubblico, contando solamente sulle erogazioni liberali dei privati.

Benefici fiscali

Prima di parlare di benefici fiscali delle donazioni, chiariamo cosa si intende per erogazioni liberali: si tratta di versamenti spontanei in favore di ONG, Onlus, associazioni e così via, che hanno lo scopo di sostenere economicamente l’impegno sociale di uno di questi enti.

Quando un individuo effettua un’erogazione liberale, quindi, gli vengono riconosciute delle agevolazioni fiscali sotto forma di detrazioni d’imposta o deduzione dal reddito imponibile IRPEF.

Per quanto riguarda gli oneri detraibili, questi incidono direttamente sull’imposta lorda, riducendone il valore dovuto dal contribuente.

Gli oneri deducibili, invece, si riferiscono a spese che possono essere portate in diminuzione dal reddito complessivo rilevante ai fini IRPEF, prima del calcolo dell’imposta.

La legge di bilancio 2020, con l’introduzione dell’obbligo di tracciabilità, ha stabilito che per poter fruire della detrazione fiscale sulle erogazioni liberali, è necessario effettuare il pagamento con un metodo tracciabile (quindi non con i contanti), come:

  • Bancomat;
  • Assegno bancario o circolare;
  • Carta di credito o di debito;
  • Bonifico.

I contribuenti che hanno effettuato delle erogazioni liberali in favore di ONG, possono beneficiare di detrazioni del 19%, 26%, 30% e 35% a seconda delle caratteristiche e della natura dell’ente a cui è destinata la donazione.

In alternativa alla detrazione, poi, sempre a fronte di una donazione, il contribuente può richiedere la deduzione dal suo reddito complessivo.

Infine, per essere legittima, la donazione deve essere accompagnata da una documentazione scritta da parte del donatore, che contiene la descrizione analitica dei beni e un’indicazione circa i relativi valori. Nel caso di donazioni che superano i 30.000 euro, il donatore deve consegnare al beneficiario una della perizia giurata di stima. Dall’altra parte, invece, il beneficiario dovrà dichiarare che i beni ricevuto verranno direttamente destinati alle attività statutarie e per l’esclusivo perseguimento di obbiettivi civici, di utilità sociale e solidaristici.

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