Le aziende e l’impegno nel sociale

L’impegno sociale da parte delle aziende assume numerose forme e si esprime in molti modi.

Per quanto generica quest’espressione possa suonare, le imprese sono coinvolte ad ampio raggio nel miglioramento delle condizioni di vita dei propri lavoratori e nell’accettare l’onere di intervenire su temi particolarmente delicati.

Responsabilità Sociale d’Impresa

Un tema ampiamente trattato è quello della responsabilità sociale d’impresa, cioè quell’insieme di strategie comportamentali che le aziende hanno scelto di attuare nei confronti di società, ambiente ed economia.

Il concetto di responsabilità sociale d’impresa ha una storia lunga e variegata, con radici molto antiche, anche se il significato che le è attribuito oggi, nasce negli ultimi cinquant’anni del ventesimo secolo.

Negli anni ’50 ci si chiese infatti, quali fossero le responsabilità che i potenti, gli imprenditori e gli uomini d’affari dovessero ragionevolmente assumersi per l’impatto e le conseguenze che le loro azioni avevano su molti cittadini e sull’ambiente.

Da allora molte cose sono cambiate, l’avvento della tecnologia ha comportato uno stravolgimento dei rapporti lavorativi, ma i valori alla base della responsabilità sociale si sono mantenuti relativamente imperturbati nel tempo.

Esistono varie aree di responsabilità sociale di impresa:

Area interna

Si riferisce alle iniziative interne che coinvolgono prevalentemente l’orientamento etico dell’impresa.

Coincide in un certo senso con l’identità che l’azienda vuole darsi intrinsecamente, sulla base dei rapporti commerciali che instaura con i partner o sul metodo che intende seguire per accrescere i propri utili.

Area centrale

L’area centrale di responsabilità comprende le strategie rivolte a:

  • Lavoratori: le aziende devono impegnarsi a instaurare relazioni sane e una buona comunicazione con i sindacati e a garantire delle condizioni di lavoro serene, in cui i dipendenti abbiano la possibilità di svolgere le proprie mansioni al massimo delle loro potenzialità. È importante sottolineare che oggi, con i mezzi di informazione a disposizione, gli esposti o i reclami non ascoltati potrebbero finire molto velocemente sui social media, con la conseguente compromissione dell’immagine aziendale.
  • Media: spesso i giornalisti e gli operatori dell’informazione sono molto concentrati sulle azioni negative, sugli scandali e sulle falle di un’impresa, piuttosto che sulle politiche di miglioramento. È importante che la relazione tra i media e l’azienda rimanga sempre trasparente e leale e che da una parte, l’impresa eviti di creare sommersi e zone d’ombra e dall’altra, la stampa aiuti a illustrare oggettivamente il bene e il male di una certa realtà con una pacifica rinuncia al gossip o al pettegolezzo funzionale al solo creare scalpore.
  • Cittadini: quando le aziende hanno le proprie sedi o i propri stabilimenti nei pressi delle città o dei centri abitati devono assicurarsi di non apportare danni o peggioramenti alle comunità che le ospitano. L’attenzione all’inquinamento, anche acustico, e all’emissione di sostanze potenzialmente pericolose è una priorità nelle politiche di responsabilità.

Area esterna

Si concentra sulle responsabilità al di fuori della propria realtà attraverso:

  • Donazioni: le imprese compiono attività di finanziamento di progetti umanitari e di interesse comune, con il miglioramento della propria reputazione e il sostegno a una causa socialmente utile.
  • Sponsorizzazioni: è una forma di comunicazione aziendale molto potente e ricoosciuta oltre che uno strumento, come il precedente, utilizzato per accrescere la propria notorietà.

Le sponsorizzazioni coincidono spesso con i valori e le azioni dell’azienda, al fine di creare un legame tra l’identità dell’impresa e l’evento sportivo o culturale a cui si intende partecipare con il proprio brand.

ESG

Nell’ambito dell’approccio ESG, Enviromental, Social and Governance, gli ultimi due aspetti rientrano profondamente nella sfera dell’impegno sociale che un’impresa si assume.

In particolare, socialmente le aziende si impegnano a favore di:

  • Diversità: l’inclusione è ormai un obbligo morale, grazie alla crescente percezione che la diversità costituisce un vero e proprio valore aggiunto, in grado di apportare un arricchimento alle strategie aziendali.
  • Diritti umani: l’osservanza dei diritti umani è in particolare concentrata sull’impatto che aziende o grandi multinazionali hanno su comunità rurali che non hanno la possibilità di tutelarsi con strumenti adeguati e sull’analisi della catena produttiva di un’azienda, che non deve mai sottoporre i lavoratori a regimi inumani e insostenibili.
  • Protezione del consumatore: recentemente, si sono sviluppati numerosi movimenti che considerano il consumatore non come un’entità che riceve passivamente un prodotto, ma come una risorsa dalla quale l’azienda può ottenere feedback o con la quale può addirittura instaurare una relazione, ma che comunque ha il diritto di sapere cosa compra, cosa consuma e l’origine dei beni che acquista.
  • Benessere animale: le cause animaliste sono diventate di primaria importanza, sia nell’ambito dei test di prodotti su animali, che nella produzione di cibo di derivazione animale.

Questi temi hanno attirato l’attenzione di investitori e consumatori che vedono nel trattamento etico degli animali, un requisito imprescindibile per poter entrare in contatto con un’impresa.

Per la governance, i manager e i dirigenti delle aziende che hanno scelto di agire in base ai principi ESG, si sono dedicati allo studio dei diritti e dei doveri di chi si trova ai vertici di una compagnia.

Ci si è concentrati nello specifico su:

  • La struttura della dirigenza: è fondamentale equilibrare i poteri tra l’amministratore delegato e il consiglio di amministrazione.
  • Le relazioni tra dipendenti: l’assenza di discriminazioni e maltrattamenti o atteggiamenti che in qualche modo possano favorire un individuo rispetto a un altro, contribuisce a mantenere un ambiente lavorativo sano e funzionante.
  • Equità delle retribuzioni: il pagamento della prestazione lavorativa deve essere proporzionale e adeguato alle mansioni e alle responsabilità dei lavoratori, tra lavoratori e tra lavoratori e dirigenti.

Welfare Aziendale

Potrebbe sfuggire da quello che è comunemente considerato un impegno sociale, ma è strettamente correlato alla qualità di vita dei lavoratori e quindi alla salute di una comunità.

Donne e uomini assistiti e aiutati, sono donne e uomini più sereni e liberi di contribuire alla crescita economica e allo sviluppo culturale della propria società.

Le misure di welfare possono essere definite come un insieme di provvedimenti non monetari erogati dal datore di lavoro per aumentare il benessere psicologico e materiale del dipendente e della sua famiglia, al fine di limitare il più possibile l’assenteismo e il turnover.

Questo approccio, valida alternativa al gonfiare le buste paga in maniera indiscriminata, valorizza l’investimento di meno risorse in maniera più intelligente e utile per i destinatari.

I progetti di welfare aziendale comportano dei benefici per le imprese che li sviluppano, come ad esempio:

  • Aumento della produttività, della competitività e della sostenibilità: i dipendenti sono invogliati a essere fruttuosi e l’immagine dell’impresa per i membri interni e per gli osservatori esterni subisce un sensibile miglioramento
  • Aumento del livello di engagement dei collaboratori: gli impiegati sviluppano un senso di fiducia e sperimentano la nascita di una relazione bilaterale, in cui l’azienda pone attenzione alle esigenze del proprio lavoratore e quest’ultimo è spinto a offrire prestazioni di valore.  
  • Riduzione del gender gap: l’assistenza alle lavoratrici in maternità o la fornitura di servizi per l’infanzia, solleva le madri dall’assunzione di un eccessivo carico dovuto all’organizzazione dei tempi da dedicare ai propri figli, con un positivo effetto psicologico e pratico.

Una particolare attenzione al welfare aziendale è diffusa nei paesi anglosassoni, ma negli ultimi tempi, si sta diffondendo anche in Italia una mentalità più aperta nei confronti del benessere dei lavoratori.

Aziende che hanno adottato delle politiche di welfare e che sono arrivate a costituire dei modelli da imitare e a cui ispirarsi sono:

Luxottica

È un’azienda che ha scelto di sviluppare iniziative in campo economico, sanitario ed educativo per i lavoratori e le loro famiglie.

Tra i progetti recenti spiccano in particolare:

  • Il patto generazionale, che è volto a favorire l’inserimento di risorse più giovani in accordo con un orario di lavoro ridotto per coloro che sono prossimi al pensionamento.
  • Il bonus vita, che consiste in un aiuto economico agli eredi di un lavoratore deceduto.
  • Il microcredito di solidarietà, per tutti i lavoratori impossibilitati ad accedere alle forme di credito ordinarie.
  • La banca ore etica, che consiste nella donazione di ore di lavoro accantonate, da parte di un lavoratore a favore di un collega in difficoltà.

BASF

La multinazionale tedesca è una delle più grandi e affermate aziende nel settore chimico.

Nata in Germania, si è stanziata in Italia nel 1946 e ha dato impiego a circa 1400 persone.

Il focus principale di BASF è stato attorno alla prevenzione e alla salute, oltre che attraverso campagne di sensibilizzazione sulle patologie della pelle, dell’udito, dell’apparato muscolo-scheletrico e dell’apparato cardio-vascolare.

Con l’adesione al programma “Workplace Health Promotion”, inoltre, si sono toccati i temi fondamentali sulla promozione dell’attività fisica, sull’educazione alimentare e sull’abuso di alcol e stupefacenti.

Insieme alla salute è stata perseguita anche una politica di agevolazione per i permessi e gli orari di lavoro flessibili, oltre che l’erogazione di buoni per l’acquisto dei libri scolastici dei figli.

OM Still

L’azienda metalmeccanica nel 2013 ha distribuito ai propri lavoratori una somma di denaro che poteva essere impiegata in voci di welfare citate nel testo unico delle imposte dei redditi.

In particolare si poteva investire in servizi educativi o di istruzione o per le assicurazioni.

L’importo residuo, nel caso in cui il dipendente non avesse usato l’intero credito, sarebbe stato destinato al fondo pensionistico.

La lettera di “Larry” Fink

Laurence D. Fink è il fondatore di BlackRock, la più grande società di investimento del mondo, che opera in 30 paesi con 70 sedi e possiede clienti in oltre 100 nazioni del mondo.

Annualmente, l’amministratore delegato di BlackRock scrive una lettera ai CEO delle aziende e nell’ultimo messaggio ha sottolineato come i concetti di sostenibilità e di cambiamento climatico stiano di fatto modificando l’itinerario dell’economia, della finanza e quindi degli investimenti.

L’appello di Larry Fink si è concentrato prevalentemente verso gli investitori e i clienti, chiamati a prendere coscienza del rischio climatico che si sta verificando.

Fink afferma che tutte le strategie di investimento rivolte alla sostenibilità saranno quelle che costituiranno una base solida per il futuro e che quindi devono essere prioritariamente integrate come parametri per prendere le prossime decisioni.

Oltre all’assunzione di responsabilità da parte di BlackRock nel proporre prodotti che possano contribuire alla cura dell’ambiente e del comportamento etico, l’amministratore delegato ha affermato che la sua azienda sarà sempre più incline a votare contro le compagnie che non avranno compiuto progressi sostanziosi nell’attenzione a certe tematiche.

La sua volontà è stata quella di accendere un faro sull’assunzione di responsabilità nei confronti della società e dell’ambiente da parte delle aziende di qualunque dimensione in ogni parte del mondo.

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