Cryptofundraising: come le criptovalute e la blockchain possono trasformare il fundraising

L’avvento della blockchain e delle criptovalute ha rappresentato un grande avvenimento non solo per chi desidera cogliere un’opportunità di investimento, ma anche per il mondo non profit.

Le potenzialità che queste innovazioni presentano per le organizzazioni senza scopo di lucro non hanno tardato a manifestarsi, rendendo evidente la possibilità di servirsene come strumento di fundraising.

Diverse sono le organizzazioni non profit che hanno già adottato questo sistema. Una di queste è UNICEF, che nel 2019 ha istituito il suo CryptoFund per accettare donazioni in criptovalute.

Secondo un’indagine condotta da Fidelity Charitable, chi investe in criptovalute sarebbe anche più propenso a donare a delle organizzazioni non profit. Secondo lo studio, infatti, nel 2020 circa la metà di chi possiede criptovalute ha donato denaro in beneficienza (la cifra si attesterebbe, in media, attorno ai $1000), contro il 33% della popolazione generale di investitori.

La popolarità delle criptovalute è cresciuta enormemente negli ultimi anni, creando una nuova forma di ricchezza che può essere distribuita in beneficienza in maniera più efficace ed efficiente rispetto al denaro tradizionale.

Nel 2022, infatti, gli esperti di criptovalute prevedono un enorme incremento della cripto-filantropia. Ad esempio, la piattaforma The Giving Block, che si occupa di indirizzare donazioni in criptovalute ad organizzazioni non profit, si aspetta quest’anno di raccogliere donazioni pari a 1 miliardo di dollari di valore.

Ma quali sono i vantaggi di donare attraverso il sistema delle criptovalute e della blockchain?

Oltre alla consapevolezza di poter contribuire concretamente ad un progetto di valore e di avere un impatto positivo sul mondo e sulle persone, ci sono diversi altri motivi per cui un donatore dovrebbe considerare una donazione in criptovalute.

Perché donare in criptovalute?

Trasparenza, sicurezza ed efficienza

Sicuramente, uno degli aspetti chiave della tecnologia blockchain è la trasparenza.

La blockchain funziona come un enorme registro pubblico di tutte le transazioni che avvengono nel sistema, accessibile a tutti e immodificabile.

Immaginando il caso di una persona che dona criptovalute ad un’associazione non profit, questo significa che è estremamente facile riuscire a monitorare dove la propria donazione va a finire e come viene utilizzata dall’organizzazione.

Grazie alla blockchain è possibile tracciare il modo in cui le proprie donazioni vengono impiegate dall’inizio fino alla fine. All’interno del sistema, infatti, le organizzazioni possono registrare e condividere con gli utenti tutti quei documenti che attestano come i fondi sono stati spesi e quali sono i risultati ottenuti per ogni progetto in cui sono stati impiegati.

Questa garanzia di trasparenza rappresenta un’importante sicurezza per chi decide di donare, eliminando possibili timori che la propria donazione venga vanificata o utilizzata per scopi poco nobili.

Inoltre, un altro vantaggio delle donazioni in criptovalute è che esse godono di una grande efficienza. Donare ad una qualsiasi associazione è oggi molto semplice e può essere fatto in modo veloce e immediato da qualsiasi parte del mondo.

Per chi desidera devolvere parte delle proprie criptovalute in beneficienza, è possibile anche fare riferimento a diverse piattaforme di fundraising online, che permettono ai donatori di individuare le organizzazioni non profit che accettano questo tipo di donazioni.

Una di queste piattaforme è The Giving Block, che permette ai donatori di scegliere tra più di 1000 associazioni verso cui indirizzare le proprie donazioni.

The Giving Block ha organizzato anche un’iniziativa simile a 1% For The Planet, il Crypto Giving Pledge: si tratta di un impegno a devolvere ogni anno l’1% dei propri possedimenti in criptovalute ad organizzazioni non profit partner della piattaforma.

Donazioni anonime

La blockchain può essere uno strumento molto utile per andare incontro a tutte quelle persone che per diversi motivi vorrebbero che la propria donazione rimanesse anonima.

Possiamo pensare a tutti quei paesi in cui supportare determinate cause può portare a conseguenze molto spiacevoli, fino ad arrivare anche all’arresto.

Tutte le transazioni che vengono registrate nella blockchain sono sicure e totalmente anonime.

Infatti, ogni utente dispone di due stringhe di codice, la public key e la private key. Mentre la private key deve rimanere segreta e viene usata per sbloccare i propri fondi, la public key viene utilizzata per indirizzare il proprio denaro ad un altro utente.

Ogni transazione viene registrata permanentemente nella blockchain ed è immodificabile. Ciò che viene registrato, però, è solo un codice (detto “indirizzo”) che viene generato a partire dalla public key.

È impossibile risalire dalla public key alla private key, dunque l’identità del donatore rimane segreta e protetta.

NFT e fundraising

Un’altra interessante opportunità per attivismo e fundraising, direttamente collegata all’universo blockchain, sono gli NFT.

Per NFT si intende un token che rappresenta l’atto di proprietà di un bene digitale non fungibile, ovvero non sostituibile con altro. Questo atto di proprietà è registrato sulla blockchain, divenendo quindi immutabile e visibile a chiunque. Si tratta, in estrema sostanza, dell’atto di proprietà di un oggetto unico al mondo.

Oggi gli NFT identificano spesso delle vere e proprie opere d’arte digitali, che vengono vendute all’asta per destinare il ricavato in beneficienza. Ma non solo. Gli NFT possono corrispondere a qualsiasi asset digitale: una foto di una celebrità, una canzone, un disegno o addirittura un romanzo.

Il prezzo di alcuni NFT è cresciuto nel tempo fino a raggiungere la quota di milioni di dollari. Ciò li rende un nuovo e importante strumento per il fundraising.

Un esempio di come gli NFT possono essere cruciali per il fundraising è fornito da Jack Dorsey, CEO di Twitter, che nel 2021 ha venduto il suo primo tweet della storia in forma di NFT. Il valore della vendita in criptovalute ammonta a quasi 3 milioni di dollari, tutti devoluti in beneficienza.

La vendita di NFT può essere organizzata attraverso una partnership con grandi aziende o con celebrità: questo aiuta l’asta ad avere una maggiore risonanza verso il pubblico di interesse, incrementandone l’awareness.

A differenza di una normale donazione, in cui i donatori forniscono criptovalute senza ottenere nulla in cambio, la vendita di NFT permette al donatore di ottenere una sorta di certificato digitale della propria filantropia, incoraggiando e stimolando le donazioni.

Inoltre, funzionando attraverso il sistema della blockchain, l’asta di NFT beneficia di tutti i vantaggi elencati precedentemente: rapidità della transazione, efficienza, possibilità di donare da tutto il mondo, trasparenza e anonimato.

Le criptovalute possono davvero aiutare le organizzazioni non profit? Il caso di The Pineapple Fund

Nel 2017, sul social network Reddit, un utente firmatosi con il nickname “Pine” annunciò l’apertura del Pineapple Fund, un fondo in criptovalute da destinare a diverse organizzazioni non profit, invitando le associazioni interessate a inoltrare la propria candidatura per ricevere una donazione.

L’utente sosteneva di essere uno dei maggiori possessori al mondo di bitcoin e affermava la sua volontà di donare la maggior parte delle sue criptovalute a delle organizzazioni non profit.

“Perché una volta che hai abbastanza soldi, i soldi non sono importanti” scriveva sulla home del sito web dedicato al progetto.

Dopo aver ricevuto più di 10mila candidature, Pine ha selezionato 60 organizzazioni non profit a cui ha donato in totale 5104 bitcoin, ovvero ben 55 milioni di dollari.

Le organizzazioni selezionate erano sia grandi che piccole realtà. Le donazioni più consistenti ammontavano ognuna a 5 milioni di dollari, indirizzate a GiveDirectly, The Open Medicine Foundation e MAPS.

Pine ha voluto rimanere anonimo, ma il suo Pineapple Fund rappresenta una perfetta evidenza dell’impatto che le donazioni in criptovalute possono avere sul mondo non profit.

Veracura

Veracura riconosce le opportunità che la tecnologia blockchain e gli asset digitali rappresentano per il mondo dell’attivismo e per questa ragione sta sviluppando un gruppo di lavoro specifico, con l’obiettivo di trasformare questi strumenti in alleati per scalare la propria missione.

Se sei interessato a supportarci in questa iniziativa, puoi candidarti per entrare nella nostra squad.

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