Le azioni dei business leader per il pianeta

Se è vero che l’oceano è fatto di gocce e il cambiamento avviene attraverso le azioni di ogni individuo, è altrettanto inevitabile che i messaggi trasmessi dai grandi leader e manager del mondo del business orientano le scelte e i consumi di un gran numero di persone.

L’impatto del cambiamento climatico sulle imprese e sulle comunità non fa che aumentare.

Allo stesso tempo, l’evoluzione delle politiche, del comportamento dei consumatori, delle tendenze e dei modelli di leadership sta creando nuove opportunità per una giusta transizione verso un’economia a zero emissioni di carbonio.

Emissioni, sostenibilità, uguaglianza e responsabilità

Il cambiamento è tuttavia possibile solo se direttori e i responsabili politici capiranno come agire sui rischi e sulle opportunità legati al clima.

La transizione verso un’economia a zero emissioni può essere attuata sui principi di sostenibilità, uguaglianza e responsabilità.

In tutto il mondo, la corruzione e governi irresponsabili alimentano la disuguaglianza, la sfiducia nella leadership e la privazione dei diritti.

Tendere alla trasparenza può significare attuare una migliore governance aziendale e pubblica per combattere azioni dannose per i cittadini e i lavoratori.

Condizioni trasparenti e una pratica commerciale responsabile danno maggiori possibilità di successo al business e alla società.

Le aziende sono responsabili della salute e la sicurezza dei dipendenti e delle comunità tanto quanto lo sono dei loro profitti.

Il diritto alla sicurezza, all’equità, alla dignità, allo scopo e all’appartenenza al lavoro è fondamentale.

Ovunque le persone meritano l’opportunità di costruire e condurre la propria vita nella dignità, nella sicurezza e nella prosperità e il benessere delle generazioni future dipende da questo.

Le aziende e i mercati misureranno e renderanno conto di ciò che è importante e di ciò che può giovare a tutti gli stakeholder.

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    L’aumento dei profitti non può più essere il solo obiettivo delle organizzazioni

    Molti leader si sono schierati con le proprie azioni e iniziative che portano il loro nome dalla parte della sostenibilità, dell’ambiente, del diritto dei lavoratori, della parità di genere e di un’economia equa e di un modo di fare affari virtuoso e intelligente.

    Per iniziativa di Sir Richard Branson, fondatore di Virgin Group e Jochen Zeitz CEO di Harley Davidson si sono riuniti un gruppo di business leader, manager e CEO delle aziende e delle istituzioni più importanti del mondo per costruire un mondo migliore.

    Come? Attraverso il B Team, che lavora con un’ampia gamma di partner e alleati per creare un movimento che supporta nuovi modi di pensare.

    Si pone come un ponte tra le aziende e la società civile o le istituzioni per sviluppare un’economia inclusiva.

    La squadra è stata lanciata ufficialmente il 13 giugno 2013.

    In più di 470 città e 73 paesi in tutto il mondo, i leader delle imprese e della società civile si sono uniti al progetto in 1.200 eventi di lancio per contribuire a creare un ‘Piano B’ per il business.

    Un altro esempio analogo è rappresentato dalla CEO di Patagonia, che dal 2014, ha trovato il modo giusto per combinare la performance economica con i forti impegni sociali. 

    In un’epoca in cui i management dei grandi gruppi raramente prendevano posizioni su questioni sociali, Rose Marcario ha creato delle strutture, tramite Patagonia, per unire le energie degli attivisti ambientali, si è schierata dalla parte della tutela dei parchi nazionali americani e ha creato “Time To Vote”, una fondazione imparziale per incoraggiare i cittadini americani ad andare a votare.

    Durante il suo mandato in Patagonia, Rose Marcario è stata determinante per molti sviluppi ecologici del marchio.

    Sotto la sua guida, l’azienda ha anche concesso più sovvenzioni all’attivismo e ha lavorato per razionalizzare la produzione e ridurre scarti e rifiuti, oltre a favorire l’uso di materiali riciclati.

    Nell’ambito del mondo della moda, una grande iniziativa è stata intrapresa da The Fashion Pact, un accordo multilaterale che coinvolge grandi brand di lusso per agire su tre aree di interesse focalizzate dal progetto Science-Based Targets: clima, biodiversità, oceani.

    I membri hanno identificato sette obiettivi strategici tangibili – attraverso i tre temi – con il supporto di alcuni dei migliori esperti tecnici, in particolare nei settori in cui è necessaria un’azione per elaborare soluzioni al fine di ottenere un impatto concreto su scala globale.

    A un anno dalla sua creazione, i membri sono raddoppiati a più di 60 firmatari, con un totale di molteplici settori e 14 paesi, che insieme rappresentano oltre 200 marchi e 1/3 dell’industria della moda.

    Un eccellente case-history correlata al Science Based Targets, che guida le grandi aziende attraverso il cambiamento è quello di Tech Mahindra.

    Tech Mahindra è una multinazionale dell’informatica e dell’outsourcing dei processi aziendali da 4,77 miliardi di dollari.

    Opera in 90 paesi e fornisce servizi a numerose aziende Fortune 500.

    Tech Mahindra Limited fa parte del Mahindra Group, una federazione globale di aziende suddivisa in 20 settori di attività e guidata dal presidente Anand Mahindra.

    È la migliore società non statunitense nella lista Forbes Global Digital 100 del 2018, e figura nella lista Forbes Global 2000 del 2019 delle più grandi società pubbliche del mondo.

    L’attenzione di Tech Mahindra per la sostenibilità è di vitale importanza per i suoi collaboratori, clienti e stakeholder.

    L’azienda ha sviluppato una roadmap di sostenibilità quinquennale per muoversi verso un’economia a basse emissioni di carbonio ed evitare gli effetti negativi del cambiamento climatico.

    Il suo quadro di sostenibilità è costruito su tre pilastri: persone, pianeta e profitto.

    Tra le aziende multimilionarie che hanno scelto di cambiare la propria rotta e porre riparo a una condotta sconsiderata e irresponsabile c’è senza dubbio Amazon, che da qualche mese ormai ha intrapreso iniziative come il Right Now Climate Fund, con un impegno di 100 milioni di dollari per ripristinare e proteggere foreste, zone umide e torbiere in tutto il mondo in collaborazione con The Nature Conservancy.

    Il Right Now Climate Fund contribuirà a rimuovere milioni di tonnellate di carbonio dall’atmosfera per tutta la durata del progetto e a creare opportunità economiche per migliaia di persone.

    Amazon ha inoltre aderito al Climate Pledge che prevede che le aziende si assumano l’onere di misurare e comunicare regolarmente le emissioni di gas serra, di implementare strategie di decarbonizzazione in linea con l’Accordo di Parigi attraverso reali cambiamenti e innovazioni aziendali, inclusi miglioramenti dell’efficienza, energie rinnovabili, riduzione dei materiali e altre strategie di eliminazione delle emissioni di carbonio.

    Il profitto è necessario per la sopravvivenza e lo sviluppo delle imprese.

    Tuttavia, l’aumento dei profitti non può più essere il solo obiettivo delle organizzazioni.

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