Agricoltura rigenerativa

Agricoltura organica e rigenerativa: cos’è e perché sarà il futuro

La FAO ha scelto che il 2020 fosse l’anno internazionale della biodiversità dei suoli.

Il suolo

Il terreno su cui camminiamo, oltre ad essere la fonte primaria del cibo che mangiamo è uno dei protagonisti nel mantenimento dell’equilibrio dell’ecosistema in cui viviamo e garantisce l’esistenza e la riproduzione delle specie che popolano il pianeta.

La perdita di fertilità e di biodiversità, insieme alla riduzione di semi e al sempre più esiguo patrimonio culturale della tradizione agricola, rappresentano una minaccia concreta per la sopravvivenza futura di molte specie presenti sul pianeta, inclusa quella umana.

Sfuggono all’occhio dell’essere umano, ma gli esseri viventi che popolano il terreno agiscono per il mantenimento della dinamicità biologica, fisica e chimica della terra.

Il suolo dipende dalla presenza di una vasta comunità di organismi viventi per rimanere sano e fertile: questi organismi costituiscono la biodiversità del suolo.

La terra è una risorsa vivente, piante e animali sopra e sotto terra dipendono dai complessi processi e interazioni che avvengono nel suolo e che permettono la vita.

Spesso l’attenzione è concentrata sulle specie visibili, ma le piante nutrono e vivono in simbiosi con una vasta comunità di microrganismi.

Gli organismi del suolo sono responsabili del ciclo dei nutrienti, della regolazione dei meccanismi della materia organica, del sequestro del carbonio nel suolo e delle emissioni di gas serra.

La biodiversità del suolo gioca un ruolo centrale nel preservare:

  • la salute umana, attraverso processi che includono la purificazione dell’acqua e la stabilizzazione del clima
  • la sicurezza alimentare e dei nutrienti

La salute di un suolo è strettamente connessa alla sua fertilità e quindi alla sua capacità di essere un bacino fecondo per la produzione di cibo e svolgere quella funzione tanto vitale – cioè quella agricola – insieme a quella ecologica.

La fertilità del suolo è la capacità di un suolo di sostenere la crescita delle piante e i fertilizzanti sono le sostanze di sintesi chimica o naturali utilizzati per fornire nutrienti alle piante, di solito tramite applicazione al suolo e al fogliame.

Attualmente la fertilità è compromessa e l’impoverimento dei terreni è sempre maggiore.

La distruzione del suolo avviene attraverso vari processi, tra i quali:

Erosione, un evento per cui il terreno si consuma nei suoi strati superficiali.

Questo è un problema ben noto agli agricoltori ed è causato da fenomeni naturali quali:

  • Vento, che trasporta lontano le particelle di terra, attraverso dei piccoli vortici che rimangono sospese nell’aria.
  • Acqua, che con le piogge torrenziali dilava il terreno e provoca un’ostruzione dei pori del suolo.

In questo modo l’acqua fatica a penetrare gli strati più profondi e perciò scivola sulla superficie, portando con sé le particelle.

  • Assenza di vegetazione, che con l’apparato radicale e fogliare offrono un enorme protezione dall’acqua e dal vento.
  • Uso dei macchinari, che con il loro peso schiacciano la terra, compattano il suolo e impediscono all’acqua di penetrare nel terreno.

Desertificazione, una scarsità d’acqua colpisce sia gli ecosistemi naturali che quelli gestiti e limita la produzione di bestiame così come di colture, legno, foraggio e altre piante e influisce sulla fornitura di servizi ambientali.

Inquinamento, che implica la presenza di sostanze chimiche e materiali che hanno un effetto nocivo su qualsiasi organismo o funzione nel terreno.

Gli inquinanti del suolo includono composti inorganici e organici e hanno un impatto sulla qualità e la sicurezza del cibo che mangiamo.

A questo tasso di compromissione dei terreni del pianeta entro 50 anni si verificheranno dei gravi danni alla salute pubblica prevalentemente per due ragioni:

  • la fornitura di cibo diventerà qualitativamente scadente, caratterizzata dalla diminuzione delle proprietà nutritive
  • non vi saranno più terreni coltivabili sufficienti a nutrirci

In virtù dell’importanza che rivestono i suoli nel mantenimento della vita sul pianeta, molte organizzazioni si spendono nella divulgazione scientifica e non, per aumentare la consapevolezza sull’importanza dei terreni negli ecosistemi e per raggiungere un metodo di classificazione armonizzato e omogeneo a livello mondiale.

Il progetto Global Soil Partnership, targato FAO, attraverso le sue azioni, ha la priorità di:

  • Promuovere l’istituzione di politiche inclusive e una governance del suolo, attraverso investimenti nella sua gestione e programmi efficaci di educazione e divulgazione
  • Ridurre al minimo l’ulteriore degrado dei suoli e ripristinare la loro produttività
  • Stabilizzare le riserve globali di materia organica del suolo, compreso il carbonio organico e gli organismi

L’agricoltura organica e rigenerativa

L’agricoltura rigenerativa consiste in un insieme di principi e pratiche agricole che riabilitano e migliorano l’intero ecosistema e che “migliora le risorse che usa, piuttosto che distruggerle o esaurirle”, secondo il Rodale Institute.

Una grande enfasi è posta sul guardare olisticamente l’agro-ecosistema.

La chiave dell’agricoltura rigenerativa è che non solo “non fa male” alla terra, ma la migliora, con tecnologie che rigenerano e rivitalizzano il suolo e l’ambiente.

L‘agricoltura rigenerativa porta a un suolo sano, capace di produrre cibo di alta qualità e denso di nutrienti.

Questo approccio include pratiche tra cui:

  • la lavorazione conservativa del terreno, con la diminuzione dell’azione meccanica sul terreno da parte dell’uomo, per sventare il danneggiamento della materia organica
  • le colture di copertura, che hanno lo scopo di riequilibrare il terreno con l’aumento di sostanza organica e la fissazione dell’azoto, oltre che di recupero di elementi nutritivi
  • il compostaggio, grazie a cui speciali microrganismi decompongono la materia organica e producono una sostanza biologicamente stabile, utilissima alla pratica agricola
  • la coltivazione e il mantenimento dei pascoli, cioè le aree coperte da vegetazione erbacea utilizzate per nutrire il bestiame. È stato dimostrato che il sovra-pascolamento causa l’erosione del terreno e la perdita delle suo funzioni principali, tra cui regolare il clima.

Si rende sempre più necessario, oltre che arginare i danni che sono stati fatti a causa di un’applicazione sconsiderata dell’agricoltura volta solo ad aumentare la produttività, anche invertire la tendenza verso un circolo virtuoso che di fatto rigeneri gli ecosistemi.

L’agricoltura rigenerativa applica tecniche finalizzate a questo obiettivo e rende le aziende capaci di una produttività qualitativamente elevata da un punto di vista ecologico.

Sono sempre di più le aziende che si avvalgono della consulenza di professionisti competenti in questo approccio tanto virtuoso, in Italia ad esempio DEAFAL, si è distinta per azioni di divulgazione e di contributo concreto alla diffusione dell’agricoltura rigenerativa, oltre a iniziative di cittadinanza attiva, proprio per sottolineare la centralità delle scelte di consumo che ogni individuo può fare.

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    Alcune realtà che sono state pioniere nella promozione dell’agricoltura rigenerativa sono:

    Il Rodale Institute è noto per essere un pioniere e per sostenere continuamente l’uso di pratiche agricole rigenerative.

    Fondato nel 1947 a Kutztown, Pennsylvania, da J.I. Rodale, l’Istituto ha trasformato 333 acri di terreni agricoli precedentemente degradati in terreni altamente fertili e produttivi che coltivano una varietà di colture organiche.

    L’azienda costituisce la base per la ricerca, l’educazione e la divulgazione di Rodale, ed è la sede del più lungo studio comparativo di agricoltura biologica e chimica, iniziato nel 1981.

    Regeneration International (RI) fornisce informazioni e risorse che evidenziano la connessione tra suolo sano, agricoltura rigenerativa e uso del suolo, cibo, salute, economia sana e cambiamento climatico.

    Queste includono un sito web multilingue e reti di social media, un portale interattivo online, campagne per i consumatori, eventi e conferenze internazionali. E ogni anno, il RI porta una delegazione al vertice sul clima delle Nazioni Unite per aumentare la consapevolezza sui legami tra il suolo e il clima.

    Soil Capital è “un’azienda impegnata a scalare e sostenere l’agricoltura rigenerativa attraverso soluzioni basate sul mercato”.

    Attraverso processi agricoli collaudati e tecnologie adattate, si concentrano sulla massimizzazione della redditività dell’azienda agricola attraverso l’aumento della salute del suolo, la resilienza e la produttività naturale dell’ecosistema agricolo nel suo complesso.

    Soil Capital assiste altri agricoltori nella transizione da pratiche agricole convenzionali a quelle rigenerative e cerca di scalare e replicare progetti agricoli olistici e sani in tutto il mondo.

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